Ancona-Osimo

Vino bio, Di Sante: «Più richiesta dall’estero. Con la siccità avremo bisogno di più acqua»

Alla vigilia del Vinitaly, che si apre domani 14 aprile, Di Sante evidenzia che il biologico rappresenta «un valore aggiunto sia in termini di qualità di prodotto che di azione di tutela e salvaguardia sull'ambiente»

Tommaso Di Sante, Coldiretti

ANCONA – «Il vino biologico piace, ma più all’estero che in Italia». A dirlo è Tommaso Di Sante presidente provinciale Coldiretti Pesaro Urbino, membro della Consulta nazionale vitivinicola e rappresentante del settore Agricoltura nella giunta di Camera di Commercio delle Marche. «Il distretto biologico marchigiano è tra i più grandi in Europa – prosegue – e siamo stati i precursori del bio che nella nostra regione è nato già nel ’98, eppure i vini biologici, e, in generale i prodotti bio, sono più ricercati e richiesti all’estero che in Italia».

Alla vigilia del Vinitaly, che si apre domani 14 aprile, Di Sante evidenzia che il biologico rappresenta «un valore aggiunto sia in termini di qualità di prodotto che di azione di tutela e salvaguardia sull’ambiente, il lato negativo è che il vino bio spesso viene venduto allo stesso prezzo del prodotto convenzionale, nonostante i costi siano più elevati e per i produttori non ci sia marginalità».

L’imprenditore agricolo ricorda che la certificazione biologica comporta controlli stringenti, sia in vigneto che in cantina, e che questi controlli hanno dei costi superiori per le imprese. «Attualmente nella richiesta di vino biologico prevale quella di importatori stranieri – spiega – probabilmente perché all’estero c’è maggior consapevolezza e più attenzione alla salubrità ne bio, mentre nel nostro Paese questa cultura si sta sviluppando adesso».

Intanto nei vigneti le viti stanno iniziando a germogliare e la speranza degli agricoltori è che il 2024 sia più clemente dal punto di vista del clima, dopo il calo importante di produzione registrato nel 2023 a causa della peronospora. «Per ora dal punto di vista climatico sembra andare meglio rispetto all’anno scorso – conclude – ma sappiamo già che avremo bisogno di più a causa della carenza di piogge, ormai si oscilla tra eccesso d’acqua e siccità».

© riproduzione riservata