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Ancona

Vertice di Forza Italia ad Ancona, il partito cresce e rafforza il coordinamento

Il movimento politico ridisegna la sua geografia interna in vista delle regionali 2020. Lavoro, sanità, trasporti e ricostruzione, le questioni prioritarie

ANCONA – Vertice del comitato regionale di Forza Italia ieri (4 novembre) ad Ancona per fare il punto e delineare le strategie in vista delle elezioni regionali e comunali che si terranno in primavera. All’incontro, presieduto dal responsabile per le Marche, Marcello Fiori, è intervenuto il senatore Andrea Cangini, mentre il deputato Simone Baldelli ha partecipato in collegamento telefonico.

Si rafforza il coordinamento regionale con l’ingresso di nuovi membri: Olindo Stroppa di Fabriano, Luca Mariotti di Ancona, Giuseppe Baioni di Civitanova Marche, mentre al civitanovese Corrado Perugini è stata affidata la gestione dell’organizzazione del movimento politico marchigiano.

«Forza Italia ha fatto crescere in questi anni una appassionata e competente classe dirigente in grado di guidare sia la Regione che i Comuni che andranno al voto – spiegano i vertici del partito in una nota -: Macerata, Fermo, Senigallia per citare quelli con più di 15.000 abitanti».

Ma l’incontro è stato l’occasione soprattutto per affrontare le questioni “calde” della Regione. Lavoro, sanità, assistenza, trasporti, stato di manutenzione e sicurezza delle strade, di scuole ed edifici pubblici, sono stati alcuni dei temi al centro del vertice, considerati tra le criticità prioritarie del territorio marchigiano alle quali il partito intende dare risposta. «Ci attendono importanti sfide elettorali e politiche – fanno sapere Fiori e Cangini in una nota congiunta – e Forza Italia intende mettere salde radici nel territorio per riconquistare la fiducia e il consenso dei cittadini, facendosi interprete autentica degli enormi problemi che affliggono la Regione».

Tra le questioni prioritarie spicca su tutte il post sisma con la «drammatica situazione in cui versano i Comuni devastati dal terremoto. Migliaia di cittadini hanno perso ogni certezza: la casa, il lavoro, la scuola dove mandare i figli, l’ospedale, la propria attività economica. La ricostruzione non è mai davvero iniziata e lo spopolamento dei nostri borghi dell’Appennino sta diventando una realtà».