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Ancona

Auchan-Conad, vertenza Xpo verso un finale amaro: pronto l’accordo con incentivi all’esodo

L'intesa prevede incentivi all'esodo per i 99 dipendenti del deposito di Osimo, ai quali non è stata rinnovata la cassa integrazione. Solo 11 le posizioni individuate per le ricollocazioni, tutte fuori regione

Il deposito Xpo di Osimo

ANCONA –  La vertenza Xpo Logistics si avvia verso un finale amaro. Non è arrivato nessuno spiraglio dai confronti serrati tra l’azienda che gestisce il deposito osimano, chiuso il 30 giugno, e i sindacati, Filcams Cgil, Fist Cisl e UilTucs Uil, che hanno ingaggiato una dura e lunga battaglia per salvaguardare i livelli occupazionali dei dipendenti della logistica che riforniva i punti vendita Sma e che dopo il passaggio in Conad, per l’acquisizione del gruppo Auchan Retail, ha definitivamente chiuso i battenti.

Nella giornata di oggi – 18 novembre – dovrebbe essere siglato l’accordo, ora al vaglio della delegazione dei sindacati e dei lavoratori, i cui contenuti potrebbero scrivere la parola fine alle trattative avviate nell’estate del 2019. Una fine che però lascia l’amaro in bocca. L’accordo prevede infatti una soluzione economica nella forma di incentivazione all’esodo e 11 ricollocazioni nelle sedi fuori regione della Xpo.

La cassa integrazione, come chiesto dai sindacati, non è stata rinnovata e scadrà il 31 dicembre, oltretutto in piena fase emergenziale pandemica che di certo non agevola nel trovare nuova occupazione vista la crisi economica innescata dal lockdown e dalle nuove strette, lasciando i 99 dipendenti della logistica a piedi.

Il trattamento incentivante prevede una sorta di buonuscita tarata in base all’anzianità di servizio e al periodo in cui il dipendente decide di uscire dal contratto: in pratica per chi esce prima di quella data, il 99% dell’incentivo verrà erogato entro 5 giorni e il resto entro il 5 gennaio, mentre chi attenderà la fine del contratto dovrà aspettare febbraio per avere il 99% della buonuscita e il restante a marzo.

Undici le ricollocazioni proposte dall’azienda, ma tutte nelle sedi nel nord Italia, per questo sono solamente 3 i lavoratori che vi hanno aderito, mentre per gli altri 96 si apre uno scenario fatto di incertezza. Nessuna proposta è arrivata invece da parte di Conad che ha disconosciuto la paternità del ramo, considerando il deposito un fornitore, così come da Cia e Conad Adriatico, le cooperative che si occupano della logistica per Conad.