Mercatone Uno, ci sono 24 manifestazioni di interesse. Sindacati sul chi va là

È quanto è emerso nell'incontro al Mise tra il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, i rappresentanti del ministero del Lavoro, delle regioni e le parti sociali. Per la Regione Marche era presente l'assessore Loretta Bravi

Lo sciopero ad aprile dei dipendenti del Mercatone Uno di Monsano (Immagine di repertorio)

ANCONA – Sono 24 le manifestazioni di interesse giunte sul tavolo dei 3 commissari straordinari che stanno seguendo il Mercatone Uno. La buona notizia, che potrebbe segnare una svolta nella vicenda della catena di arredamento fallita il 24 maggio scorso, è arrivata ieri pomeriggio 8 ottobre durante il vertice che si è svolto al Mise (ministero per lo Sviluppo Economico) tra il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, i rappresentanti del ministero del Lavoro e delle regioni, e le parti sociali. Per la Regione Marche era presente l’assessore Loretta Bravi.

Una corsa contro il tempo per salvare il destino dei lavoratori del Mercatone Uno, dipendenti dei 55 punti vendita sparsi sul territorio italiano. Scadrà infatti il 31 ottobre il tempo massimo per la presentazione delle offerte vincolanti di acquisto da parte delle aziende interessate.

Delle 24 che fin’ora hanno manifestato interesse ad un potenziale acquisto, il 64% sono italiane, mentre il restante 36% sono straniere, inoltre 11 di queste hanno già avuto accesso alle informazioni aziendali. I commissari, nell’illustrare la loro attività, hanno spiegato che sono in corso trattative anche con altri operatori per tentare di salvare i punti vendita.

I sindacati però sono sul chi va là e attendono di verificare se le manifestazioni si concretizzeranno davvero. Filcam Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS hanno ribadito con forza la necessità di garantire la salvaguardia del perimetro occupazionale per i lavoratori che si trovano in cassa integrazione e hanno chiesto nuovamente la retrocessione alle condizioni presenti prima del passaggio in Shernon Holding in modo da riportare i dipendenti al tempo pieno. Questo consentirebbe un calcolo diverso della cassa integrazione in modo da garantire ai dipendenti una maggior entrata: attualmente i lavoratori percepiscono circa 400 euro mensili, una cifra che non fa certo dormire sonni tranquilli.

Sulla questione però i commissari non si sono sbilanciati e hanno spiegato che tale passaggio aprirebbe due importanti questioni, una problematica di natura amministrativa con costi elevati per l’Inps che dovrebbe riconoscere i contributi non versati in caso di retrocessione alle condizioni precedenti all’arrivo della Shernon Holding (quando i dipendenti avevano subito riduzioni orarie per fronteggiare la questione esuberi), e un’altra di natura legislativa perché si creerebbe una situazione senza precedenti in Italia dove sarebbe la prima volta che si tornerebbe al contratto originale dopo un fallimento.

In ogni caso i commissari hanno sottolineato che stanno studiando la questione per risolvere i due nodi. Il vice capo di gabinetto ha poi annunciato l’avvio di una cabina di regia tra commissari, parti sociali, regioni e comuni per giungere allo snellimento della burocrazia e all’accorciamento dei tempi.

Dei 1800 dipendenti della catena di arredamento ne sono rimasti 1731 in seguito a dimissioni e licenziamenti di chi non aveva maturato le condizioni per entrare in cassa integrazione (90 giorni di anzianità), invece le merci in giacenza ancora presenti nei punti vendita del Mercatone Uno ammontano a 20milioni di euro.

Nelle Marche sono circa 140 i dipendenti della catena di arredamento dei quali 110 prestavano servizio nei tre punti vendita della regione (Pesaro, Monsano e Civitanova Marche) e una trentina nella sede abruzzese di Colonnella.

«È stata una riunione interlocutoria ma interessante – ha commentato  il segretario generale UILTuCS Marche, Fabrizio Bontà  – . Il tempo per le offerte vincolanti stringe, poi ci saranno due mesi per capire se le aziende hanno davvero la volontà di acquistare l’intero perimetro aziendale e per vagliare la loro serietà: bisogna assolutamente evitare che ci esca da un fianco un nuovo caso Shernon. Abbiamo a cuore che tutti i lavoratori vengano riconfermati. C’è tanto lavoro da fare e il tempo stringe».

Soddisfatto a metà il segretario generale Fisascat Cisl Marche, Marco Paialunga: «La riapertura del confronto ministeriale è sicuramente un fatto positivo così come le manifestazioni di interesse, ma bisognerà vedere se poi queste si concretizzeranno».