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Ancona

Variante Delta prevalente nelle Marche, individuata nel 90% dei positivi

La mutazione del virus, come previsto dagli esperti, è più diffusiva e sta spingendo il numero dei contagi e l'incidenza dei nuovi positivi. Grazie alla vaccinazione, negli ospedali la pressione dei ricoveri resta bassa

ANCONA – La variante Delta è stata riscontrata nel 90% dei nuovi positivi individuati nelle Marche. La mutazione del virus, come previsto dagli esperti è diventata ormai prevalente nella nostra regione. Una variante più diffusiva che sta spingendo in alto il numero dei contagi e l’incidenza dei nuovi positivi.

Un trend che se dovesse proseguire in salita, con una crescita del 30% a settimana, in base ai parametri attuali (50 casi settimanali su 100mila abitanti) farebbe finire le Marche in zona gialla nella seconda settimana di agosto. Il tasso di incidenza cumulativo su 100mila abitanti aggiornato ad oggi è arrivato a quota 27, mentre domenica 18 luglio era di 19,60 positivi su 100mila abitanti.

A livello nazionale però sono stati modificati i parametri che definiscono la colorazione di una regione, facendo pesare maggiormente non il numero dei contagi ma la pressione sulle strutture ospedaliere in termini di percentuale di ricoverati. Il passaggio in zona gialla scatterà con il superamento della soglia del 10% di posti letto occupati in terapia intensiva e del 15% nei reparti ordinari.

Le Marche per ora sono sotto soglia grazie anche allo scudo fornito dalla vaccinazione contro il covid, che come un ombrello sta riparando la nostra regione da una eccessiva crescita dei ricoveri (sia pure in lieve aumento) e dai decessi.
E’ giunta da poco una nuova fornitura di vaccini nella nostra regione: nell’hub dell’Inrca di Ancona sono intorno alle 45mila le dosi di Pfizer arrivate.

Ad oggi sono 1.611.146 le dosi di vaccino somministrate nelle Marche su 1.698.946 giunte nella nostra regione, un 94,8%. Il 92,25% degli over 90 ha completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi o il monodose, l’84,46% dei marchigiani tra i 70 e i 79 anni, il 67,82% della fascia 60-69 anni e il 59,33% degli ultracinquantenni (50-59 anni).

Ancora bassa l’immunizzazione nelle fasce più basse della popolazione, per le quali le prenotazioni si sono aperte più tardi. Tra i 40 e i 49 ad aver completato il ciclo vaccinale è il 41,03%, nella fascia 30-39 anni il 30,32%, il 30,14% dei giovani fra 20 e 29 anni e infine il 13,12% degli over 12 anni (12-19 anni).