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Ancona

Variante Delta, Menzo: «Vicina al 100%. Zona gialla e arancione? Con cambio parametri non le vedremo»

Il virologo di Torrette spiega che ormai sono pochissimi i casi di variante Inglese e che la Delta è ormai prevalente nelle Marche. Secondo il professor Menzo nonostante il rialzo dei contagi vedremo meno malati

Il professor Stefano Menzo nel laboratorio della Virologia di Torrette

ANCONA – Nelle Marche «variante Delta vicina al 100%». A dirlo è il professor Stefano Menzo, primario del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. «Ormai sono pochissimi i casi di variante Inglese», mentre la Delta è prevalente, afferma il virologo, che coglie l’occasione per rivolgere un appello a vaccinarsi perché «una società deve vivere indipendentemente dai singoli individui, tutto funziona solo se la maggior parte delle persone si vaccina».

Grazie alla vaccinazione e al cambio dei parametri che definiscono la colorazione delle regioni, secondo Menzo nonostante il rialzo dei contagi e la variante Delta, «il passaggio in fascia gialla è diventato molto più difficile di come era prima quindi non andremo in fascia gialla e continueremo ad avere più contagi, perché basando tutto sui malati, è chiaro che ora per fortuna, vedremo meno malati».

Secondo il virologo in autunno non ci sarà un boom di ospedalizzazioni in conseguenza al maggior numero di contagi: «Anche se le ospedalizzazioni cresceranno, non raggiungeranno mai i livelli che abbiamo visto finora. Per come è tarato adesso il sistema le fasce arancione e gialla non le vedremo mai probabilmente, questo non significa che ci sarà comunque qualcuno che si ammala e muore».

Il quadro della situazione nel nostro Paese, in prospettiva, potrà rispecchiare «un po’ quello che sta succedendo in Inghilterra», nel senso che «non si prende alcun provvedimento o quasi, l’infezione continuerà a circolare e qualcuno si ammalerà, ma con numeri piccoli».

Insomma il rialzo delle ospedalizzazioni ci sarà, ma «sui livelli che hanno stabilito rifacendosi alle ondate precedenti, che per fortuna non rivedremo più». Secondo il virologo in vista del ritorno sui banchi di scuola a settembre, l’obbligo del Green pass dovrebbe essere «esteso anche ai trasporti», oltre che ad altri ambiti, ma intanto la carta verde sta rappresentando una spinta per la vaccinazione «degli indecisi».

Fondamentale che si vaccinino i ragazzi dai 12 anni in su, rimarca il primario: «Ci sono tanti studi scientifici recenti che dimostrano che il vaccino è sicuro anche in questa fascia d’età – spiega – , oltre ad essere efficace». Per quanto concerne i docenti che non si sono ancora vaccinati, il virologo si dice favorevole all’obbligo vaccinale come per i sanitari e per tanti altri soggetti che lavorano a contatto con il pubblico».