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Ancona

Vaccino, arriva il Novavax per gli indecisi. Palladino, infermiere sospeso: «Non lo farò, immunità naturale più efficace»

Le prime dosi del vaccino anti Covid proteico arriveranno dal mese di marzo. Se gli esperti rassicurano circa la sicurezza del siero a tecnologia "classica", tra chi non si è ancora vaccinato permane in alcuni ancora una resistenza

ANCONA – Si sono aperte nelle Marche le prenotazioni per la vaccinazione anti-Covid con il nuovo farmaco Novavax. Si tratta del primo vaccino contro il Covid a base proteica, che diversamente dai vaccini impiegati finora, come Pfizer e Moderna (ad mRna), o Astrazeneca, Johnson&Johnson, Sputnik (a base virale), non essendo genico potrebbe convincere chi non si è ancora vaccinato a ricorrere a questo nuovo siero, a tecnologia per così dire “classica”.

Nelle Marche la prenotazione da oggi potrà essere effettuata attraverso la piattaforma Poste utilizzata per fissare gli appuntamenti anche per le vaccinazioni con gli altri sieri, ma le prime dosi non saranno disponibili se non i primi di marzo. Il vaccino al momento è incluso nel programma di vaccinazione anti Sars-CoV-2 relativo al solo ciclo primario e come gli altri viene somministrato per via intramuscolare in due distinte dosi, da 0,5 ml ciascuna, a distanza di 3 settimane (21 giorni) l’una dall’altra.

Nella regione la platea potenzialmente interessata da questa vaccinazione, ovvero gli over 12 anni non vaccinati e che non sono risultati positivi al virus negli ultimi 5 mesi, ammonta a 54.155 persone.  Questo vaccino contiene frammenti prodotti in laboratorio della proteina Spike, che si trova sulla superficie del virus Sars-CoV-2.

Andrea Giacometti, primario Clinica di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona

Una tecnologia che «dovrebbe tranquillizzare le persone contrarie agli altri vaccini – spiega l’infettivologo Andrea Giacometti primario della Clinca di Malattie Infettive di Torrette – perché la proteina non porta materiale genetico. È un vaccino identico a quelli antinfluenzali che facciamo da anni e che non può modificare il nostro genoma».

Il professor Giacometti osserva che oltretutto il vaccino Novavax «come adiuvante ha un estratto di una pianta e dunque non contiene mercurio e alluminio» sostanze contestate dai No-vax, quindi «un vaccino assolutamente sicuro» tanto che «probabilmente a fine anno potrebbe essere inserito nella stessa fiala dell’antinfluenzale» per immunizzare contro entrambi i virus.

Enzo Palladino, segretario generale Laisa in Piazza Roma

Nonostante le rassicurazioni degli esperti, tra chi non si è ancora vaccinato contro il virus, permane in alcuni una resistenza alla somministrazione dei sieri, legata in questi casi più che altro alla imposizione a cui sono soggette alcune categorie come i sanitari.  «Personalmente non farò neanche questo nuovo vaccino, il Novavax – dichiara Enzo Palladino, infermiere in servizio presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, sospeso nei mesi scorsi perché non vaccinato contro il Covid – l’immunità fisiologica è nettamente più efficace contro il virus e questo nuovo siero non riuscirà a porsi d’ostacolo allo sviluppo di eventuali nuove varianti del virus».

Secondo Palladino, mentre nei vaccini “classici” «viene inserito il virus attenuato, in questi a tecnologia diversa vengono inserite solo parti del virus, in questo caso proteine, per cui l’efficacia non sarà la stessa, mentre gli effetti collaterali comuni agli altri vaccini saranno i medesimi. Inoltre Joseph Tritto, presidente del World Accademy of Biomedicale Technologies, un esperto a livello mondiale, sostiene che sia, addirittura, peggio».

Ma accanto a queste ragioni, l’infermiere, anche sindacalista Laisa, osserva che si tratta soprattutto di «una battaglia di libertà. La questione principale – aggiunge – è quella di non sottostare ad un ricatto di Stato. L’aspetto giuridico vene prima di quello scientifico: lo Stato non deve obbligare alla vaccinazione, sospendendo dal lavoro e togliendo lo stipendio, oltretutto riconoscendo come possibilità di rientrare al lavoro la vaccinazione e non anche l’immunizzazione fisiologica, molto più completa (secondo The Lancet)».