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Ancona

Vaccino 5-11 anni, cosa sapere dopo l’ok dell’Aifa. La pediatra: «Prendere il covid è peggio»

Nelle Marche sono 92.645 i bambini e i ragazzi per i quali entro fine anno si aprirà la campagna vaccinale contro il covid. Ne abbiamo parlato con la pediatra Guerrieri del Comitato tecnico vaccinale della Regione. La situazione al Pronto Soccorso del Salesi

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Immagine di repertorio

ANCONA – Due dosi Pfizer a distanza di 3 settimane e un terzo del dosaggio previsto per gli adulti. Sarà così la vaccinazione anti covid nei bambini 5 – 11 anni che ha ottenuto il via libera ieri dall’Aifa, agenzia italiana per il farmaco, dopo che anche l’Ema si era pronunciata favorevolmente nei giorni scorsi.

L’avvio delle somministrazioni è atteso a ridosso del Natale, nella settimana tra il 20 e il 25 dicembre, e nelle Marche saranno interessati 92.645 tra bambini e ragazzi (5-11 anni). Questa fascia di popolazione riceverà il vaccino Pfizer, ma rispetto agli adulti il dosaggio è ridotto, 10 microgrammi contro i 30 somministrati dai 12 anni in su. Le vaccinazioni potranno essere eseguite dai pediatri, negli hub vaccinali e anche nelle farmacie, e i bambini dovranno essere accompagnati da uno dei due genitori.

Le prenotazioni non sono ancora aperte, ma anche se questa fascia di popolazione non è soggetta all’obbligo di Green pass, i pediatri consigliano questa vaccinazione per una duplice ragione, da un lato per proteggere bambini e ragazzi dalle complicanze legate al virus, dall’altro per contrastare la circolazione del SARS CoV-2.

La pediatra Arcangela Guerrieri, membro del Gruppo tecnico vaccinale della Regione Marche, invita le famiglie che hanno dubbi sul fatto di vaccinare i propri figli contro il covid a parlarne con il proprio pediatra. «In questa fase il virus sta circolando soprattutto tra i non vaccinati e quindi anche tra i bambini della fascia 5 – 11 anni che non potevano ancora vaccinarsi. L’età dei nuovi positivi si è ulteriormente abbassata e rispetto alle prime ondate pandemiche stiamo osservando un numero maggiore di casi nella fascia pediatrica, alcuni dei quali hanno anche avuto bisogno di ricovero».

La vaccinazione contro il covid alla dottoressa Arcangela Guerrieri

Se da un lato «non sappiamo quali potranno essere gli effetti a lungo termine della malattia sui bambini» il virus può dare origine anche in questa fetta di popolazione a complicanze, fra le quali si possono avere «pericarditi, miocarditi e la Mis-c» ovvero la sindrome multi-infiammatoria sistemica, che comporta un’infiammazione contemporanea di diversi organi, incluso il cuore, i polmoni, i reni, la pelle, gli occhi, e si presenta con sintomi che comprendono dolore addominale, nausea e vomito, diarrea, sfoghi cutanei, occhi arrossati, spossatezza.

Effetti indesiderati

«Prendere il covid è peggio che vaccinarsi» afferma, rivolgendosi alle famiglie: la pediatra sottolinea la sicurezza e l’efficacia protettiva di questo vaccino che «si attesta al 90,7%», mentre gli effetti indesiderati sono gli stessi riscontrati anche negli adulti ovvero «febbre, mal di testa, dolore nella sede di iniezione (braccio), brividi, sintomi che scompaiono nel giro di qualche giorno».

Anche i bambini con allergie possono vaccinarsi, ma in ogni caso la valutazione andrà fatta con il pediatra e nei casi di allergie gravi anche con un allergologo. In questi casi la vaccinazione viene eseguita preferibilmente in ambiente protetto (ospedale).

Le infezioni tra 0-10 anni nelle Marche

La quarta ondata pandemica che ha fatto salire l’incidenza dei contagi nelle Marche quasi a 200 casi su 100mila abitanti, sta vedendo anche una maggiore circolazione del virus anche nei bambini. In una sola settimana i casi positivi nella fascia di popolazione da 0 e 10 anni sono passati da 51 giornalieri (dato al 24 novembre) a 66 al giorno (dato al primo dicembre), con una maggiore incidenza di positivi nella fascia d’età che va dai 6 ai 10 anni.

La situazione al Pronto Soccorso del Salesi

Il pronto soccorso del Salesi

E anche al Pronto Soccorso dell’ospedale Salesi, si inizia a vedere «un piccolo incremento di accessi in questi ultimi 10 giorni rispetto alla media delle settimane precedenti» come conferma il primario Elisabetta Fabiani. Va detto che nei Pronto Soccorso afferiscono soprattutto i casi con sintomi più importanti, come febbre elevata e protratta per più giorni, o con comorbidità (altre patologie) mentre gli asintomatici e i pauci-sintomatici (pochi sintomi) non arrivano all’attenzione dell’ospedale.

«A livello internazionale si sono registrati diversi casi di forme abbastanza importanti – spiega Fabiani – e nell’ultimo report della Società Italiana di Pediatria sono stati riportati dall’inizio della pandemia circa 300 casi di Mis-c correlata al Covid, un numero abbastanza significativo». Mentre in letteratura viene riportato un «2% di casi di long Covid, ovvero di conseguenze a lungo termine della malattia che alcuni pazienti pediatrici possono portarsi dietro nel tempo».

«Al di là della contagiosità del virus nei bambini – afferma – ci sono possibilità di casi gravi con complicazioni a lungo termine», elementi che devono far riflettere le famiglie che hanno dubbi.