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Ancona

Vaccini, 30% per finire seconda dose. Saltamartini su crisi di governo: «Si intervenga sulla sanità»

L'assessore alla Sanità spiega come sarà organizzata la seconda fase della campagna vaccinale e annuncia che si partirà a breve con la somministrazione agli over 80

Filippo Saltamartini

ANCONA – Prosegue spedita la campagna vaccinale nelle Marche, dopo l’arrivo nella giornata di ieri – martedì 2 febbraio – di 10.500 flaconi di vaccini Pfizer Biontech e il giorno precedente di 1.700 dosi di Moderna, la macchina operativa è al lavoro per chiudere il cerchio della somministrazione della seconda dose sul personale della sanità e sugli ospiti delle Rsa.

«Il personale da vaccinare nella prima fase è di 38mila unità», afferma l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, puntualizzando che se si considera però la doppia somministrazione, la quota dei vaccini da iniettare ammonta intorno alle 80mila dosi».

Nelle Marche ne sono state consegnate 47.080, mentre le dosi somministrate sono 45.250, il 96,2% (dato aggiornato al 2 febbraio alle 21). Per chiudere il cerchio dei richiami c’è «ancora un 30%» di somministrazioni da eseguire afferma Saltamartini: «Stiamo completando la sanità e le Rsa, poi inizieremo con gli over 80».

La seconda fase della campagna vaccinale, quella che vedrà i sanitari eseguire le iniezioni sulla popolazione, potrà scattare però, precisa l’assessore alla Sanità, solo «quando arriveranno i vaccini» e ovviamente una volta completata la prima: i ritardi sulle forniture hanno creato una impasse a livello nazionale nel sistema, facendo slittare i tempi previsti.

Ma Saltamartini è positivo: «Ieri sul Financial Times Ursula von der Leyen in una intervista ha dichiarato che entro l’estate sarà vaccinato il 70% degli europei, se sarà così noi siamo pronti». L’assessore alla Sanità ha infatti ribadito che la Regione «è in grado in pochissimi giorni di vaccinare la popolazione» grazie al modello sperimentato nello screening di massa.

Sul fronte organizzativo la seconda fase della campagna vaccinale vedrà in campo anche la piattaforma di Poste Italiane, ancora non attivata, alla quale hanno aderito anche le Marche, insieme ad altre regioni. Si tratta di un sistema di prenotazione delle vaccinazioni che consentirà anche il tracciamento delle dosi.

«Se avremo pochi vaccini – dichiara l’assessore – questi saranno somministrati agli over 80 direttamente a casa, dai medici, se invece le dosi arriveranno in numero sufficiente per tutti», per «accelerare il processo, riapriremo i palazzetti», così da vaccinare «gli anziani che possono raggiungere accompagnati dai figli o dai familiari» i punti di somministrazione, secondo il modello sperimentato con lo screening di massa. Invece «chi non deambula» sarà vaccinato «a casa con i medici di famiglia».

Fra i criteri che definiranno l’ordine di priorità negli over 80, ci sono in testa su tutte «la comorbilità» ovvero la presenza contemporanea di più malattie e poi le persone affette «da patologie croniche», come ad esempio il diabete spiega Saltamartini. L’obiettivo è infatti quello di mettere subito in sicurezza chi rischia maggiormente la vita contraendo l’infezione: infatti, come evidenzia, «lo standard dei decessi con covid-19 è 82 anni con almeno 3 patologie».

Sulla crisi con il Capo dello Stato che oggi alle 12 convoca Mario Draghi per un governo di alto profilo, Saltamartini commenta «penso che quella presa dal Presidente della Repubblica sia stata la scelta migliore che poteva fare, tenendo presente che questo nuovo gabinetto, se avrà la maggioranza in parlamento non avrà il fine di tagliare la spesa pubblica, come successo per Ciampi e Monti, ma di impiegare la più consistente quantità di risorse dal “piano Marshall”».

L’auspicio dell’assessore alla Sanità, con la pandemia in atto che ha reso evidenti le criticità sul fronte sanitario, è quello che «il presidente Draghi intervenga sulla sanità in modo tale da riorganizzare il sistema di programmazione e di formazione dei medici: non abbiamo i sanitari necessari per il nostro Paese» e poi un intervento finanziario «notevole» sull’edilizia ospedaliera «che è un moltiplicatore di effetti economici rilevante e in terza analisi la risistemazione della medicina territoriale che ha dimostrato in questa pandemia tutti i suoi limiti».

Infine la questione dei vaccini: «Visto che con la pandemia dovremo andare avanti per molto tempo, penso che il nostro Paese debba produrre i vaccini». Sul susseguirsi dei Dpmc, varati da Conte per fronteggiare la pandemia, «pone una questione di costituzionalità del provvedimento: quando si va a limitare libertà previste nella Costituzione, come quella di circolazione e la libertà economica, l’unico strumento che si puà utilizzare è il decreto legge. Credo si sia ampiamente abusato dei Dpcm, che sono atti amministrativi e quindi sforniti del controllo della Corte Costituzionale, ed è una gravissima anomalia del nostro sistema. I Dpcm somigliano un po’ di più ai regi decreti legislativi che Mussolini approvò nel 1926 con la legge 100».