Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Vaccini in parafarmacia, Clini: «Siamo disponibili ma rifiutano il nostro aiuto»

Le parafarmacie delle Marche chiedono alla Regione di entrare a far parte del piano vaccinale: stimano oltre 600 vaccinazioni al giorno grazie al loro apporto. Parola alla coordinatrice regionale

Daniela Clini, coordinatrice regionale parafarmacie

ANCONA – «Abbiamo richiesto i sierologici e ci hanno detto no, abbiamo richiesto di fare i tamponi rapidi e ci hanno detto no, proponiamo per l’ennesima volta la nostra disponibilità, questa volta per collaborare alla campagna vaccinale. Noi siamo qui, pronti e disponibili». Daniela Clini, coordinatrice regionale delle parafarmacie delle Marche, rinnova il suo appello alla Regione a collaborare nella gestione della pandemia, alla stregua delle farmacie.

Una richiesta inviata ieri – 11 marzo – formalmente alla Regione, e rinnovata anche nella giornata di oggi, che la dottoressa Clini spera possa «finalmente avere almeno una risposta. Non ci hanno mai incontrato, nonostante ci siamo più volte messi a disposizione sia per eseguire i test sierologici che i tamponi antigenici rapidi, ma i protocolli sono stati siglati solamente con le farmacie. Non capiamo perché continuino a rifiutare il nostro aiuto. Ci siamo anche messi a disposizione degli anziani per aiutarli a prenotarsi per il vaccino e abbiamo avuto anche un bel successo e le persone sono state molto soddisfatte».

Con la curva pandemica che continua a registrare numeri alti la rappresentante delle parafarmacie marchigiane sottolinea l’apporto importante che potrebbe essere dato e stima che «sulla base delle parafarmacie presenti, si potrebbe prevedere oltre 600 vaccinazioni al giorno, 18.000 al mese». Una proposta che consentirebbe ai cittadini «di vaccinarsi in luoghi sicuri vicino alla propria abitazione. Ricordiamo che nelle parafarmacie è previsto l’obbligo della presenza di un farmacista iscritto all’albo come in farmacia».

La proposta delle parafarmacie è quella di porre in queste strutture «un vaccinatore individuato dall’Asl di competenza, il quale, sotto la supervisione di un medico, effettua le vaccinazioni. È necessario ristabilire le giuste priorità tra le categorie a rischio e mettere in sicurezza la popolazione in tempi rapidi, anche per evitare un’ulteriore aggravio della crisi economica».

La dottoressa Clini evidenzia «possiamo vendere a una persona il tampone antigenico rapido da fare a casa, ma noi non possiamo farli in parafarmacia, perché ci hanno detto che non avevamo la piattaforma per la tracciabilità, invece l’abbiamo».