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Ancona

Vaccinazione covid con i medici di famiglia, al via le somministrazioni sui vulnerabili

Il presidente Fimmg fa il punto sulla campagna vaccinale con i medici di base dopo il ritardo nella fornitura di AstraZeneca. Ecco come sta andando

ANCONA – «Noi medici di famiglia abbiamo vaccinato 35 pazienti a testa, in base alle dosi che abbiamo ricevuto». A fare il punto sulle somministrazioni è «Massimo Magi, presidente Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.

La fornitura di AstraZeneca la cui consegna doveva arrivare in settimana ha provocato qualche rallentamento, ma come spiega il dottor Magi «alla riduzione delle dosi di AstraZeneca compensiamo con quelle di vaccino Pfizer Biontech che ci verranno consegnate oggi e continueremo a vaccinare anche domani (sabato, ndr): facciamo di necessità virtù».

La campagna vaccinale con i medici di medicina generale in questo momento si sta snodando sia a livello ambulatoriale che domiciliare.
Ad oggi ai medici di famiglia sono stati consegnati complessivamente 3 flaconi di AstraZeneca e due di Moderna, oggi invece riceveranno il siero della casa farmaceutica statunitense Pfizer Biontech, 2 flaconi a medico. 

Massimo Magi

«Siamo un po’ indietro con i pazienti fragili perché non c’erano i vaccini a loro riservati (Pfizer e Moderna, ndr), ma con la nuova copertura recupereremo». Si tratta di pazienti affetti da patologie come il diabete, l’obesità, vasculopatia cerebrale, oncologiche ed altre patologie,

Cosa vi dicono i pazienti?
«Sono molto contenti, ci ringraziano e ci dicono che era ora che i medici di famiglia iniziassero a vaccinare. Riceviamo ogni giorno tantissime attestazioni di stima e questo ci ripaga degli sforzi compiuti per dare una mano in questa campagna vaccinale».  «Un medico che vaccina – aggiunge – è un medico più benvoluto dalla propria comunità, ho avuto pazienti che mi hanno detto di essere orgogliosi di appartenere a questo gruppo di medici, parole testuali».

Il presidente Fimmg spiega che le persone preferiscono la vaccinazione da parte del medico di famiglia che «è un volto amico, conosciuto, una persona di cui si fidano, rappresenta un segno di attenzione, di prossimità anche alle loro paure».

«Il fatto che sia una persona conosciuta a vaccinare fa sì – conclude – che nessuno rifiuti il vaccino AstraZeneca. Forse ci vuole una parola in più, ma dando i consigli in base alla scienza e alla coscienza, riusciamo a raggiungere anche i cuori e gli animi più riottosi».