Microbioma, a Torrette primo convegno nazionale. Il punto sulle scoperte scientifiche

Nuova frontiera della medicina, gli studi su questi microbi hanno contribuito ai progressi nella comprensione della patogenesi di una vasta gamma di malattie. Si è parlato di questo al congresso “Il Microbioma” tenutosi nei giorni scorsi ad Ancona presso l’Aula Magna d’Ateneo “G.Bossi” del polo di Montedago

Il convegno sul microbioma all'università Politecnica delle Marche

ANCONA – I batteri che vivono nel nostro tratto gastrointestinale, nella pelle, nel tratto urogenitale e nel sistema orale hanno una profonda influenza sul sistema immunitario, hanno quindi un ruolo attivo nella salute e nella malattia. La maggior parte di questi batteri, microbiota, sono “buoni”, stimolano cioè la risposta infiammatoria e immunitaria in caso di attacco all’organismo. Ecco perché il microbioma è la nuova frontiera della medicina.

Gli studi sul questi microbi hanno notevolmente contribuito ai recenti progressi nella comprensione della patogenesi di una vasta gamma di malattie umane. Si è parlato proprio di questo al congresso “Il Microbioma” tenutosi nei giorni scorsi ad Ancona presso l’Aula Magna d’Ateneo “G.Bossi” del polo di Montedago.

L’evento, promosso dalla “Science & Society Committee” della FEBS (Federazione Europea delle Società di Biochimica) ha visto la partecipazione di importanti relatori tra i quali il presidente onorario del Convegno professoressa Laura Mazzanti professore di Biochimica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona e Coordinatrice e docente della Scuola di Specializzazione Aggregata in Scienza dell’ Alimentazione, la responsabile scientifico dottoressa Arianna Vignini del Dipartimento DISCO (Dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche ed Odontostomatologiche) – Sezione di Biochimica, Biologia e Fisica Università Politecnica delle Marche, il fondatore del progetto microbioma italiano dottor Fabio Piccinini, il direttore della clinica di ostetricia e ginecologia Andrea Ciavattini, la dottoressa Elena Lionetti del Dipartimento DISCO, e il professor Francesco Galli del dipartimento di scienze farmaceutiche dell’Università di Perugia, il direttore della nutrizione clinica dell’Inrca Paolo Orlandoni, la dottoressa Federica D’Amico del dipartimento di farmacia e biotecnologie dell’Università di Bologna, il professor Andrea Santarelli della facoltà di odontoiatria dell’Univpm, il professor Davide Guarnaccia della ricerca e sviluppo Dulcinea e il dottor Mauro Giulietti  dietologo e patologo clinico dirigente dell’Unità Operativa di Patologia Clinica dell’Ospedale INRCA IRCCS di Roma.

Un momento del convegno tenutosi ad Ancona

Il convegno è stato aperto dai saluti delle autorità, tra le quali il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi, il vice preside della Facoltà di Medicina e Chrurgia di Ancona Mauro Silvestrini, il direttore del dipartimento DISCO dell’Univpm professor Gian Marco Giuseppetti, il professor Raffaele Porta attuale presidente della Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare, nonché delegato della “Science & Society Committee” della FEBS, il professor Mauro Magnani past president della SIB (Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare) e il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli.

«È stato un onore per noi Biochimici di Medicina della Politecnica delle Marche che la Federazione Europea delle Società di Biochimica scegliesse Ancona come sede del primo convegno da tenere in Italia accogliendo l’istanza  della coraggiosa dottoressa Arianna Vignini – spiega la professoressa Laura Mazzanti -. Un grazie alla professoressa Monica Emanuelli responsabile della Sezione di Biochimica Biologia e Fisica per il suo contributo scientifico e quello dei suoi collaboratori».

Numerose le scoperte scientifiche emerse nel corso del convegno, primo di questo genere in Italia fra le quali il fatto che la disbiosi vaginale sembra essere implicata, come ha evidenziato il professor Andrea Ciavattini, in più del 40% dei casi di parti prematuri e lo studio del microbioma vaginale e la sua clasterizzazione, in epoca precoce di gestazione, potrebbero essere utili nel riconoscimento della popolazione ostetrica a rischio.

La dottoressa Elena Lionetti ha affrontato il tema della celiaca, una patologia autoimmune sistemica scatenata dal glutine in soggetti geneticamente predisposti. Negli ultimi decenni si è osservato un notevole aumento della prevalenza di questa patologia, come di altre malattie autoimmune. Numerosi fattori ambientali sono probabilmente coinvolti, tra i quali la nutrizione infantile, l’uso di antibiotici nella prima infanzia, l’allattamento materno, le infezioni intestinali, la qualità del glutine. Tutti questi fattori ambientali potrebbero agire modificando il microbiota intestinale, che ha un ruolo fondamentale nel mantenere l’omeostasi intestinale. Infatti, nei pazienti affetti da malattia celiaca è stata dimostrata la presenza di disbiosi rispetto a soggetti sani. Ulteriori studi sono necessari per verificare se i cambiamenti del microbiota intestinale sono realmente la causa o piuttosto la conseguenza della malattia.

Dell’interazione tra il microbioma del tratto gastro intestinale e il metabolismo ha parlato il professor Francesco Galli. Un’interazione che riguarda ad esempio la trasformazione di farmaci, nutrienti e vitamine a fini catabolici-escretivi o di bioattivazione. In questo senso il microbioma è stato illustrato come un bioreattore che può condizionare i livelli e la funzione di numerose molecole introdotte dall’ambiente esterno, ad esempio con l’alimentazione, o endogene (rilasciate dal fegato con la bile nell’intestino). Di recente sono stati dimostrati effetti avversi della disbiosi da eccesso alimentare e fegato grasso o da terapia antibiotica sul metabolismo e la funzione di vitamine liposolubili quali la vitamina D ed E. Queste hanno un ruolo importante nel garantire un buon controllo della risposta immunitaria e dei processi di protezione e rigenerazione-riparo dei tessuti durante l’esposizione a condizioni di stress e nei processi di invecchiamento. Tra questi tessuti spicca il tessuto nervoso per la protezione del quale appare sempre più importante mantenere un buon controllo del microbiota intestinale e del suo ruolo metabolico.

Il convegno sul microbioma. Il tavolo dei relatori

Al tema si è collegato il dottor Paolo Orlandoni che ha discusso dell’infiammazione, uno dei meccanismi che caratterizzano l’invecchiamento. Questa, se non controllata, contribuisce all’insorgenza di gravi malattie, tipiche dell’anziano, e dell’invecchiamento precoce, caratterizzato dalla fragilità e dalla sarcopenia. La regolazione dello stato infiammatorio può avvenire anche tramite il microbiota intestinale, che agisce sul sistema immunitario con diverse modalità. La modulazione fra i sistemi pro-infiammatori e anti-infiammatori può avvenire anche con la somministrazione di specifici probiotici, per confermare la validità di tale strategia terapeutica sono in corso studi clinici.

La dottoressa Federica D’Amico ha posto l’accento sul ruolo del microbiota intestinale nell’onco-ematologia pediatrica: è stato infatti dimostrato che influenza in maniera determinante il decorso post-trapianto di midollo osseo nei pazienti in età pediatrica. Inoltre, il trapianto di midollo osseo può scatenare la malattia da trapianto contro l’ospite nota come Graft-versus-Host Desease (GVHD). L’analisi sul decorso post-trapianto di questi pazienti ha confermato il ruolo del microbiota intestinale nell’insorgenza di questa complicazione. I dati hanno anche rivelato che può influenzare le probabilità di successo di trattamenti antibiotici a causa della forte presenza di antibiotico resistenze: una caratteristica che può rivelarsi fondamentale per l’esito del trapianto e per il mantenimento della salute nel periodo immediatamente successivo.

Il microbiota orale è coinvolto invece nell’insorgenza e nel decorso clinico di svariate patologie, sia localizzate nel cavo orale che nell’intero organismo. Sul tema è intervenuto il professor Andrea Santarelli che ha evidenziato come il microbiota orale venga impiegato in ambito clinico come fonte di biomarcatori per la diagnosi precoce in campo oncologico.

I microbi ad attività probiotica possono essere utilizzati come supplemento alimentare finalizzato a favorire l’equilibrio microbiologico del tratto intestinale. Di questo ha parlato il dottor Davide Guarnaccia. Capsule, compresse, sospensioni, polveri in bustina, sono le consuete modalità di somministrazione orale, mentre la più nuova è quella della tavoletta di cioccolato probiotico. Questa è stata realizzata inoculando un ceppo microbico eucariota, un lievito lattico (Kluyveromyces marxianus fragilis B0399(R)) ed ha ottenuto nel 2009, da parte del Ministero della Salute, l’Health Claims di “Lievito Probiotico”, ovvero di lievito utile al bilancio del microbioma intestinale.

In chiusura del convegno il dottor Mauro Giulietti ha trattato il tema della disbiosi intestinale, un problema che si aggiunge a quello del calo ponderale nella lotta all’obesità. Infatti le perturbazioni della composizione e della funzione del microbiota intestinale sono associabili a disturbi metabolici come l’obesità, insulino-resistenza e diabete di tipo 2. Il microbiota intestinale è in grado di intervenire sull’equilibrio metabolico dell’ospite modulando l’assorbimento di energia, l’appetito, il metabolismo glucidico e lipidico, così come l’accumulo dei grassi nel fegato (steatosi). Un’alterazione del delicato equilibrio tra microbi intestinali e sistema immunitario dell’ospite può causare una “endotossiemia metabolica”, che determina infiammazione e insulino-resistenza. La perdita di peso indotta dalla dieta promuove cambiamenti significativi della composizione microbica intestinale che sembrano influenzare il successo o l’inefficacia del trattamento dietetico stesso, sia a breve che a lungo termine.

La manipolazione del microbiota intestinale, attraverso la somministrazione di prebiotici (già presenti negli alimenti o aggiunti come ingredienti) e probiotici è in grado di ridurre l’infiammazione intestinale di basso grado e migliorare l’integrità della barriera intestinale, favorendo l’equilibrio metabolico e promuovendo la riduzione del peso.