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Ancona

Ucraina e nucleare, iodio a ruba. Federfarma: «No alla psicosi». Fimmg: «Nessun allarme»

Nelle farmacie della regione gli integratori a base di iodio sono andati a ruba, riferisce Federfarma, che invita a non farsi prendere la mano. Un appello che arriva anche da Fimmg

La centrale di Chernobyl (immagine da Pixabay - Justinite)

ANCONA – È corsa all’accaparramento degli integratori a base di iodio nelle Marche. Lo spauracchio dell’impiego di armi nucleari nel conflitto tra Russia e Ucraina, o di attacco alle centrali atomiche, dopo che nella giornata di ieri 12 marzo la centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina è passata in mano ai russi che ne hanno assunto il controllo, ha indotto una sorta di psicosi, tanto che tali integratori sono terminati in molte farmacie. Lo fa sapere il presidente di Federfarma Marche, Andrea Avitabile.

Andrea Avitabile, presidente Federfarma

«Sono andati a ruba negli ultimi giorni, non appena è stato paventato il rischio di un attacco nucleare o di una possibile esplosione delle centrali atomiche» spiega. «La richiesta di integratori a base di iodio è stata subito esponenziale e le scorte si sono esaurite rapidamente in molte farmacie, dal momento che si tratta oltretutto di un prodotto di nicchia che di per sé non ha disponibilità elevate».

Avitabile però mette in guardia contro la corsa all’accaparramento: «Non bisogna farsi prendere dalla psicosi».

«Nel caso in cui dovesse rendersi necessaria una iodioprofilassi, ovvero una terapia a base di iodio – spiega -, questa è soggetta a prescrizione medica e richiede farmaci a dosaggi specifici, da impiegare solo in caso di esposizione, dunque non in via preventiva».

Massimo Magi, presidente Fimmg Marche

Il disastro di Chernobyl, avvenuto la notte del 26 aprile 1986, è ancora vivo nella memoria di molti di noi e ora, con la guerra in Ucraina, il timore di attacchi terroristici alle centrali spaventa, visto che nel paese invaso dai russi sono presenti diverse centrali.

A frenare sulla corsa all’accaparramento di prodotti a base di iodio è anche il presidente regionale Fimmg (Federazione medici di medicina generale) Massimo Magi, che invita alla cautela.

«Al momento non c’è nessun allarme di rischio esposizione nucleare – osserva -, se ci saranno indicazioni in questo senso saranno le Autorità sanitarie a stabilire le modalità di protezione».

Secondo il presidente della Federazione dei medici di famiglia «il rischio di un impiego improprio dello iodio è quello di produrre più danni che benefici, oltretutto non esiste la prevenzione contro il pericolo di radioattività». «Se si vuole integrare lo iodio nella propria dieta – conclude – è sempre meglio mangiare del buon pesce».