Truffe online, fenomeno in crescita. Il Questore Cracovia: «Verificare l’affidabilità dei siti»

I poliziotti della Squadra Mobile dorica, guidati da Carlo Pinto, stanno indagando su alcune cybertruffe di cui sono rimaste vittime persone della zona. Ecco la tecnica utilizzata dai malviventi e i consigli su come difendersi

Polizia di Stato

ANCONA – Truffe online, un fenomeno sempre più diffuso, anche nelle Marche, dove è sotto la lente molto attenta della Questura di Ancona. I poliziotti della Squadra Mobile dorica – Sezione Reati contro il patrimonio, guidati da Carlo Pinto, stanno indagando su alcune truffe online di cui sono rimaste vittime alcune persone della zona. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, ha portato alla luce i cybercriminali operanti in diverse località del territorio nazionale.

«Una frontiera che conosce sempre nuove tipologie truffaldine – commenta il Questore di Ancona Claudio Cracovia – oltre all’azione repressione contiamo sulla circolarità delle informazioni per aumentare le difese dei cittadini».

Claudio Cracovia
Claudio Cracovia

Per evitare di incappare in brutte sorprese il consiglio del Questore è quello di seguire alcune regole basilari, come quella di non usare sistemi catturabili come le carte di credito, di utilizzare tutte le cautele possibili e di «verificare l’affidabilità dei siti». «Meglio non fare acquisti indiscriminatamente sul primo sito in cui ci si imbatte solo perché accattivante» conclude Cracovia.

LA TECNICA 
I truffatori dopo aver analizzato le pagine dei siti web per la compravendita di oggetti, cercano di adescare gli acquirenti di proponendo la vendita dell’oggetto cercato ad un prezzo molto concorrenziale. Il compratore, all’oscuro della truffa, cade nella trappola e contatta il venditore. Questo, astutamente lo avvisa di essere già in trattativa e che se interessato all’affare deve affrettarsi a pagare un anticipo, se non addirittura l’importo complessivo.

Frode online

La truffa scatta proprio con il pagamento: i cybercriminali forniscono infatti al compratore un Iban, ma non associato ad un conto corrente, bensì ad una carta PostePay evolution.
Ricevuto il pagamento il truffatore – venditore si rende irreperibile al numero fornito, intestato a soggetti fittizi e l’annuncio di vendita viene rimosso.

L’attività investigativa della Polizia di Stato ha già permesso di identificare gli autori di diverse truffe, alcune delle quali concluse con la denuncia dei responsabili all’Autorità Giudiziaria, altre sono invece in corso di conclusione.