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Ancona

Truffe online in crescita nel post-lockdown, +20% di denunce

Con la quarantena si sono moltiplicati gli utenti sul web e con essi i reati e le truffe online, fra le quali le vendite fraudolente di dispositivi di protezione dal covid

ANCONA – Mascherine pagate e mai arrivate oppure di qualità non corrispondente al prezzo pagato e non protettive contro il coronavirus. Ai tempi del covid-19 i cybercriminali hanno studiato nuove strategie per truffare gli utenti del web che con il lockdown si sono moltiplicati. Truffe particolarmente odiose e pericolose perché “giocano” sulla salute delle persone.

A finire nella rete di questi criminali sono stati non solo provati cittadini, ma anche alcune aziende marchigiane che con lo scattare della fase due, e le conseguenti riaperture, hanno cercato di reperire sui canali online i dispositivi di protezione per i loro dipendenti, quando ancora questi tipi di prodotti erano carenti presso altri canali.

E le denunce per vendita fraudolenta sono arrivate al Compartimento di Polizia Postale delle Marche che sta ancora raccogliendo segnalazioni per truffe e reati avvenuti nei mesi del lockdown, quando i cittadini costretti a rimanere a casa hanno dovuto attendere a perfezionare le denunce sporte online al Commissariato di Ps, recandosi poi negli uffici della Postale.

Tra i reati commessi dopo la quarantena spiccano anche quelli di sostituzione di persona, con la clonazione di profili social sia di persone che di aziende, messi a segno per fini diffamatori, ma anche per concorrenza verso le imprese: quando ad essere coinvolte sono state le imprese si è verificato anche l’utilizzo improprio dei loghi aziendali con una conseguente violazione dei diritti d’autore.

Reati che hanno registrato una impennata del 20%, come anche le vendette via web fra compagni e amanti che si sono lasciati e che sono consistite nella divulgazione di immagini intime dell’ex partner.

Accanto a questi è cresciuto anche il cyberbullismo e si sono verificati alcuni attacchi alle piattaforme digitali utilizzate dalle scuole per la didattica online. In voga ai tempi del coronavirus anche la vendita di dispositivi di protezione dall’inquinamento elettromagnetico spacciati come utili contro il covid-19 perché considerati come fattore scatenante della pandemia. Vere e proprie fake-news che hanno imperversato durante il lockdown e contro le quali mette in guardia il dirigente del Compartimento di Polizia Postale delle Marche Cinzia Grucci: «Sono fake-news pericolose per la salute – spiega -, è importante verificare su Internet la veridicità di quanto si legge».