Truffe agli anziani, Carlo Pinto a figli e nipoti: «Interessatevi ai loro problemi»

I raggiri sono sempre più frequenti e spesso prendono di mira ottantenni e ultraottantenni. Abbiamo chiesto al capo della Squadra Mobile di Ancona alcuni consigli utili per difendersi. Ecco cosa ha detto

Foto di repertorio

ANCONA – Due truffe telefoniche nel giro di poche ore. Nel mirino sempre più spesso gli anziani. Uno dei due raggiri fortunatamente non è andato a segno. Le chiamate sono giunte nella giornata mercoledì 8 maggio al centralino della Questura di Ancona, a distanza di mezz’ora l’una dall’altra. Vittime due signore ultraottantenni che hanno raccontato agli agenti di essere state contattate al telefono da uomini che si sono spacciati per finti avvocati di agenzie di assicurazione. La richiesta rivolta alle anziane da parte dei truffatori è sempre la stessa, ovvero il pagamento di ingenti somme di denaro per aiutare familiari.

Questa una delle telefonate tipo:«Signora sono l’avvocato dell’assicurazione, suo nipote ha causato un incidente stradale con feriti e ora si trova in Questura. Occorre versare 3mila euro per risarcire il danno e tornare a casa».

Una delle due signore contattate, residente nel quartiere Grazie di Ancona, aveva partecipato ad un incontro sulle truffe organizzato proprio dalla Questura di Ancona qualche mese fà. Questo ha consentito all’anziana di affrontare con sicurezza il sedicente avvocato al quale ha spiegato di non avere denaro in casa, riattaccando subito dopo la cornetta del telefono.

È andata meno bene, purtroppo all’altra signora, residente nel quartiere Colleverde, che invece è caduta nella trappola tesa dai truffatori. Sull’episodio stanno indagando gli agenti delle Volanti e del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica che hanno eseguito un approfondito sopralluogo tecnico per raccogliere prove ed elementi utili all’identificazione degli autori della truffa.

Un fenomeno odioso, quello delle truffe agli anziani, che assume spesso modalità molto diverse, ma che può essere arginato seguendo qualche accorgimento. Abbiamo chiesto alcuni utili consigli al capo della Squadra Mobile di Ancona, Carlo Pinto.

Il capo della Squadra Mobile di Ancona Carlo Pinto
Il capo della Squadra Mobile di Ancona Carlo Pinto

Come possono difendersi gli anziani da questo tipo di truffe?
«Innanzi tutto occorre ricordare alcune norme basilari, come quella di non aprire la porta di casa agli sconosciuti, anche quando si presentano in uniforme o dichiarano di essere avvocati o incaricati di aziende pubbliche. È sempre meglio verificare contattando telefonicamente queste aziende e chiedere se davvero hanno inviato del personale e per quale motivo. In linea generale l’anziano non deve aprire la porta a queste persone per nessun motivo anche perché nessun ente manda personale a domicilio, tanto meno per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false. In caso di dubbi meglio telefonare alla polizia al numero 113».

E se invece i truffatori chiamano al telefono?
«In genere dopo aver chiamato l’anziano, per accertarsi che questo non chiami la polizia, il malvivente non chiude la telefonata. Così facendo se l’anziano prova ad utilizzare il telefono lo troverà non funzionante, perché dall’altra parte c’è ancora il truffatore con la linea aperta. In questo caso deve mettere giù la cornetta e chiamare la polizia utilizzando un cellulare oppure, se non ce l’ha, deve andare da un vicino di casa e farsi prestare il suo telefono».

Ma come fanno a sapere che dall’altra parte della cornetta troveranno un anziano?
«Solitamente cercano negli elenchi del telefono le numerazioni associate a vecchie utenze, riconoscibili dai numeri a 5 cifre, delle quali non è mai stata fatta la voltura».

Spesso le truffe avvengono anche in banca o alle poste, qui come è possibile evitare di cadere nel tranello?
«La prima raccomandazione per un anziano che si reca in banca o alle poste per pagare o prelevare denaro è quella di farsi accompagnare, specie nei giorni di pagamento delle pensioni, quando le truffe sono più probabili. Il denaro va messo in una tasca interna, meglio evitare borse e borselli che possono facilmente essere strappati di dosso. Una volta che l’anziano ha prelevato ed è uscito dalla banca non deve prestare ascolto agli sconosciuti che tentano di fermarlo per chiedergli di controllare il libretto o i soldi appena prelevati, anche se la persona in questione si presenta come addetto della banca o solo come una persona dai modi gentili e distinti. Se l’anziano si accorge o pensa di essere seguito è meglio che attenda all’interno della banca o dell’ufficio postale e informi dei suoi sospetti gli impiegati o il personale della vigilanza. Se invece questa impressione la avverte mentre si trova in strada deve cercare rifugio all’interno di un negozio oppure andare alla ricerca di un agente della polizia o di una persona a lui  conosciuta. Prudenza anche allo sportello bancomat».

Contro questo genere di reati la rete sociale può fare molto…
«Sì, infatti raccomando ai familiari, figli e nipoti di anziani che vivono soli, di chiamarli spesso al telefono e di interessarsi dei loro problemi, di andarli a trovare, insomma di cercare di essere presenti. Inoltre è bene che gli ricordino di usare prudenza e in caso di dubbio di chiedere aiuto ai familiari o ai vicini di casa, oppure di chiamare la polizia. Se l’anziano ha i familiari lontani, perché magari vivono in un’altra città, in questo caso possono essere molto importanti i vicini di casa che possono invitare l’anziano a chiamarli in caso di necessità».