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Ancona

Torrette, smantellata area covid in Pneumologia. Al via potenziamento dei tamponi

Ieri è stato dimesso l'ultimo paziente e da oggi il reparto è ufficialmente chiuso per sanificazione. Intanto è in corso il potenziamento la capacità di analisi della virologia con il numero di tamponi che si avviano verso il raddoppio

L'ospedale regionale di Torrette
L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – Smantellato a Torrette il reparto covid della pneumologia e via libera al raddoppio dei test sierologici. L’ospedale regionale si riavvia lentamente verso la normalità. Ad oggi infatti delle 10 aree covid aperte nel corso dell’emergenza, ne restano attive solamente 3: in malattie infettive, nella clinica di malattie infettive e nella clinica di rianimazione. In pratica agli Ospedali Riuniti di Ancona sono ancora ricoverate 17 persone positive al coronavirus, 5 sono in rianimazione, 2 in malattie infettive e 10 alla clinica di malattie infettive.  L’ultimo paziente ospitato nel reparto covid della penumologia è stato dimesso nel pomeriggio di ieri e da oggi il reparto, dove è in corso la sanificazione, è ufficialmente chiuso.

Dismessa l’area COV3 della Pneumologia…ritorno alla normalità

”Questa esperienza tragica e straordinaria è una grande fonte di realtà e di soluzioni per il futuro”. Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona

Pubblicato da Ti Vuoi Bene su Sabato 16 maggio 2020

«Sono stati due mesi molto complessi», dichiara la dottoressa Lina Zuccatosta, primario del reparto di pneumologia che ha ospitato dall’inizio dell’emergenza 112 pazienti (nel periodo 11 marzo – 15 maggio). «Una esperienza molto pesante e faticosa, anche se c’è la soddisfazione per aver guarito e dimesso la maggior parte dei pazienti». Il primario pone l’accento sullo spirito di collaborazione e solidarietà che si è creato nei team di medici e infermieri che «ha unito moltissimo i gruppi, rendendoli estremamente coesi e stabilendo relazioni di amicizia».  Per quanto riguarda l’ipotesi di una eventuale seconda ondata di contagi la dottoressa è cauta, ma osserva anche che «segnali positivi ci sono, dal momento che non ricoveriamo più polmoniti gravi da metà aprile e questo lascia pensare da un lato che le misure restrittive e di distanziamento sociale hanno funzionato, ma anche che da quanto vediamo nella pratica clinica sembra in atto una attenuazione della virulenza del covid».

«Il timore che il virus possa riprendere c’è – prosegue – , ma anche i segnali positivi dal momento che nonostante i moltissimi tamponi positivi non ci sono state più polmoniti severe». «Indubbiamente però – osserva – l’allentamento delle misure restrittive deve essere preso con estrema cautela e ci auguriamo che tutte le norme messe in atto siano osservate con scrupolo. Solo intorno alla prima settimana di giugno – conclude il primario – avremo un quadro più chiaro dell’effetto del ritorno alla normalità sull’evoluzione dell’epidemia, ma se la fotografia resta quella che abbiamo in questi giorni e cioè contagi prossimi allo zero allora potremmo dire di esserne pressoché fuori».

Intanto però a Torrette si lavora a pieno regime per regolare gli ingressi in  ospedale in modo che temperatura corporea e mascherina vengano rilevate automaticamente evitando così la formazione di code, ma anche per  potenziare la capacità di analisi dei tamponi. Con una gara indetta in tempi lampo il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Ancona Antonello Maraldo sta predisponendo l’accesso in sicurezza all’ospedale: ai pazienti in entrata verrà rilevata automaticamente e a distanza la temperatura corporea, così come la presenza della mascherina facciale. Una novità che arriverà non appena sarà stata indetta la fornitura. Inoltre è in corso di potenziamento della capacità del laboratorio di Virologia di Torrette di analizzare tamponi che dai 450 circa processati giornalmente passeranno a 800, quasi raddoppiando.

L’obiettivo, spiega Maraldo «è quello di garantire una risposta entro 24 ore in condizioni limite in modo da rendere più celeri le dimissioni. Consolidiamo così il sistema di sicurezza dell’ospedale».