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Ancona

Blocco delle ferie per il personale ospedaliero a Torrette: i sindacati insorgono

Fp Cgil e Fials lamentano turni massacranti per il personale dovuti all'emergenza sanitaria, oltre a porre l'accento sull'indennità non riconosciuta al personale della Virologia. La replica della direzione ospedaliera

L'ospedale regionale di Torrette
L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – La mancanza di personale all’ospedale di Torrette e all’ospedaletto Salesi torna nuovamente sotto la lente di ingrandimento dei sindacati che lanciano l’allarme sulla situazione. Visto il dilagare dei contagi e dei ricoveri, la direzione ospedaliera ha bloccato nei giorni scorsi le ferie per il personale infermieristico e socio-sanitario che lavora nelle due strutture.

A sollevare la questione sono la Fp Cgil e la Fials. Una delegazione di Cgil costituita da Delia Arpe, segreteria Fp Cgil Ancona, e Elisabetta Megna, delegata Rsu Cgil, insieme alla consigliera di Parità della Regione Marche, Paola Petrucci, hanno incontrato il 21 ottobre la direzione degli Ospedali Riuniti di Ancona per sottolineare i «diritti negati ai dipendenti» come il blocco delle ferie, oltre all’aspettativa prevista dal contratto di lavoro in caso di mobilità o di un nuovo incarico presso un’altra azienda. Il sindacato ha chiesto soluzioni immediate, mentre l’Azienda ospedaliera, dal canto suo, ha garantito l’impegno ad acquisire personale attraverso graduatorie di mobilità esistenti e futuri avvisi per infermieri appena laureati.

Gli infermieri del Covid 8 dell’Ospedalie Riuniti di Ancona

Sulla questione è intervenuta anche la Fials che per voce della segretaria regionale Elena Michele, chiede «cosa è stato fatto in questi mesi per potenziare l’organico, visto che della seconda ondata di pandemia si parlava già da mesi». Il sindacato invoca che «si recluti in ogni modo il personale per affrontare l’ulteriore emergenza che sta affliggendo la nostra regione e che si revochi il blocco delle ferie così da poter rendere agli operatori i diritti sanciti dal contratto collettivo nazionale, come riposo e ferie».

La Fp Cgil «è convinta che al personale degli Ospedali Riuniti di Ancona non si possa chiedere di sopperire alle carenze aziendali con turni massacranti, salti di riposo e violazione dei diritti contrattuali – si legge nella nota diramata dal sindacato -. Si ricorda che gli Ospedali Riuniti di Ancona sono la struttura di riferimento di tutta la regione e che viene maggiormente gravata dallo stato di emergenza: nella prima fase pandemica ha raggiunto il maggior numero di reparti covid-19 di tutta la regione. Le lavoratrici ed i lavoratori sia della struttura di Torrette sia del Salesi hanno svolto il proprio lavoro con grande senso di responsabilità e professionalità e tutto questo in cambio di salari più bassi rispetto alle altre Aziende ospedaliere delle Marche».

Il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Ancona, Antonello Maraldo, sottolinea «non siamo in confitto con il nostro personale al quale riconosciamo di aver profuso un grande impegno durante l’emergenza sanitaria, un impegno che dovrà essere profuso anche in questa fase: il blocco delle ferie è scaturito da una serie di cessazioni del personale infermieristico».

L’ospedale pediatrico Salesi di Ancona

Maraldo spiega che «anche se è vero che dal primo marzo al primo settembre abbiamo assunto 99 nuovi infermieri con il concorso svolto nel mese di febbraio 2020, di questi però 18 sono cessati così come altri 30 cessati da funzioni non covid» inoltre precisa che occorre tenere presente che «a marzo avevamo già una carenza di 40 unità che scaturiva da cessazioni e politiche sul personale relative al 2019», quindi conti alla mano ci sarebbero «una decina di infermieri in più».

Il direttore amministrativo spiega poi che l’emergenza sanitaria richiede di «dover garantire minutaggi superiori nei reparti che gestiscono i pazienti covid». Inoltre sottolinea che stanno scorrendo le graduatorie delle tre Aree Vaste che le hanno fornite, ma «la maggior parte di questi infermieri non accetta perché già lavora in altre sedi: solo in Area Vasta due sono 23 ad aver rifiutato, 20 dei quali già lavorano, per ora solo in Area Vasta tre sono 7-8 quelli che hanno accettato, ma non riusciamo con questi numeri a ripristinare una situazione di assoluta necessità»

Da qui la decisione di bloccare le ferie, «dobbiamo avere margine, non solo per garantire i servizi che stanno crescendo, ma anche per avere margine in modo da sostituire gli operatori in quarantena. Purtroppo la graduatoria ottenuta con il concorso di febbraio è già esaurita».

La direzione ospedaliera «sta esperendo ogni utile tentativo per procedere ad assunzioni ulteriori, in ogni caso tutto il personale ha usufruito delle ferie nel periodo estivo. Vogliamo comunque tranquillizzare il personale, perché si tratta di un blocco temporaneo, ci auguriamo che comprendano».

I sindacati però puntano il dito anche contro il mancato riconoscimento della indennità di malattie infettive per i tecnici della Virologia, rimasti esclusi, «malgrado i massacranti turni di reperibilità e straordinari ancora in essere», scrive Cgil. Maraldo però replica che «questa indennità purtroppo non è prevista da contratto perché il covid è una malattie virali come le altre, pertanto l’indennità spetta solamente a chi è materialmente a contatto con i paziente infetti. Detto questo riconosciamo l’enorme lavoro svolto dal personale della Virologia e a loro va un ringraziamento sentito».

Fp Cgil ha chiesto infine all’azienda di attivare uno screening periodico del personale tramite tamponi e in caso di sospetta positività di procedere all’allontanamento degli operatori fino all’esito dell’esame.