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Ancona

Torrette, presidio dei lavoratori della First Aid One: «Alle nostre famiglie chi ci pensa?»

Presidio dei lavoratori First Aid One a Torrette. Chiedono di essere assorbiti dalla Rta Anpas che si è aggiudicata l'appalto per i trasporti sanitari. La direzione ospedaliera chiarisce in una nota la sua posizione

I dipendenti della First Aid One di Torrette manifestano davanti all'ospedale

ANCONA – Presidio dei lavoratori della First Aid One all’ospedale regionale di Torrette. La manifestazione che ha preso avvio intorno alle 9 di questa mattina – 26 agosto – vede i dipendenti della cooperativa che gestisce il trasporto sanitario del nosocomio fino al 31 agosto, protestare per chiedere di essere riassorbiti dalla Rta (raggruppamento temporaneo di imprese e aziende) Anpas Appalto Ospedali Riuniti di Ancona che si è aggiudicata l’appalto per il servizio.

Proprio ieri First Aid One, era andata all’attacco in difesa dei 41 lavoratori, chiedendone la riassunzione da parte del nuovo aggiudicatario della gara d’appalto, la Rta (o Rti) Anpas Appalto Ospedali Riuniti, un raggruppamento temporaneo di associazioni, con Croce Verde di Castelfidardo come capofila, Croce Azzurra di Sirolo, Croce Gialla di Ancona, Camerano, Falconara e Agugliano, e Pubblica Assistenza Avis di Montemarciano. E questa mattina i lavoratori hanno deciso di organizzare una protesta per accendere i riflettori sulla loro situazione.

Presidio dei lavoratori First Aid One a Torrette

«Alle nostre famiglie chi ci pensa?». È una delle frasi che campeggia sugli striscioni esposti davanti al vecchio ingresso dell’ospedale.  Rti Anpas dal primo settembre subentrerà nel servizio di trasporto e la preoccupazione dei lavoratori è quella di restare senza lavoro. «Durante la pandemia eravamo qui, a lottare- osserva Angelo, uno dei manifestanti – , non vogliamo la medaglia al valore, chiediamo solo di poter continuare a lavorare e che la Rta Anpas riassuma il personale della ditta uscente, come avviene negli appalti pubblici».

Il dipendente di First Aid One ci spiega che la maggior parte dei 41 lavoratori, fra i quali ci sono autisti e soccorritori, di età compresa tra 25 e 50 anni, «hanno una famiglia a carico, con figli da mantenere e in arrivo e mutui da pagare, ma c’è anche chi una famiglia se la vuole creare. Non è giusto lasciarci in mezzo alla strada».

Il presidio davanti al vecchio ingresso dell’ospedale

Alla manifestazione non hanno preso parte tutti i lavoratori, ma solo quelli non in servizio, una scelta assunta, come evidenzia Angelo, «per non creare interruzione di pubblico servizio». I dipendenti della First Aid One chiedono di essere ricevuti dal direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi, per sottoporgli le loro istanze, nell’auspicio di un intervento. Intanto il 15 settembre la camera di consiglio del Tar decide sul ricorso presentato dalla First Aid One contro l’aggiudicazione dell’appalto del trasporto di pazienti vinto dalla Rta Anpas Appalto Ospedali Riuniti.

«La nostra azienda – conclude il lavoratore della First Aid One – ci viene incontro dislocandoci in altre sedi sul territorio nazionale, ma la nostra vita è qui e qui vigliamo restare».

La posizione della direzione dell’azienda ospedaliera

Ospedale di Torrette

Sulla questione è intervenuta la direzione degli Ospedali Riuniti di Torrette che in una nota stampa spiega che «l’Azienda, nell’ambito della procedura di gara ha previsto, al punto 24 del disciplinare, la clausola sociale nei seguenti termini: “Al fine di promuovere la stabilità occupazionale nel rispetto dei principi dell’Unione Europea, e ferma restando la necessaria armonizzazione con l’organizzazione dell’operatore economico subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto, l’aggiudicatario del contratto di appalto è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente, come previsto dall’articolo 50 del Codice, garantendo l’applicazione dei CCNL di settore, di cui all’art. 51 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81».

E ancora: «I concorrenti rilasceranno apposita dichiarazione di impegno, in caso di aggiudicazione ad utilizzare nell’esecuzione del servizio in via prioritaria gli stessi operatori del precedente appaltatore, nell’ottica del mantenimento degli attuali livelli occupazionali e condizioni contrattuali per il periodo di durata del servizio, a condizione che il numero e la qualifica degli stessi siano armonizzabili con l’organizzazione di impresa dell’appaltatore e con le esigenze tecnico – organizzative previste per l’esecuzione del servizio oggetto di Accordo Quadro.
L’Esecutore per l’avvio del servizio dovrà dichiarare il numero di operatori impiegati nel servizio dando evidenza degli operatori del precedente appaltatore utilizzati, motivando adeguatamente l’eventuale mancato utilizzo di qualche operatore del precedente appaltatore».

Nella nota si legge anche che «dopo l’aggiudicazione il Rti Anpas è stato invitato dall’Azienda a dare applicazione alla clausola sociale» che riguarda il passaggio dei dipendenti della cooperativa First Aid One in Rti Anpas, «a questo invito ha risposto lo Rti Anpas con due distinte e separate note in cui giustificava la non applicabilità in concreto della predetta clausola per motivi organizzativi esplicitati nelle due note trasmesse. Per giurisprudenza costante del Consiglio di Stato l’Azienda, se riceve giustificazioni organizzative, non ha il potere di valutarle nel merito né di obbligare il nuovo appaltatore all’assunzione del personale uscente del vecchio. L’Azienda ha però invitato, con nota dell’8.07.2021, lo Rti Anpas a rispettare quanto previsto nella relazione illustrativa della gara e della DGRM 1553 del 19.11.2018 ovvero ad attivare un confronto preventivo con le OO.SS. comparativamente più rappresentative».

La direzione conclude «si auspica ovviamente un esito positivo della vicenda sia per la salvaguardia dei posti di lavoro che per una corretta gestione del servizio».