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Ancona

Torrette, inaugurata Pet-Rm a 3 Tesla: meno radiazioni e diagnosi tumori da pochi millimetri. Caporossi: «Una rivoluzione» – VIDEO

Il macchinario ha comportato un investimento complessivo di 5,7 milioni, di cui 1.3 milioni dal lascito di una donna marchigiana, Teresa Casagrande

ANCONA – Permetterà di diagnosticare tumori di dimensioni ridottissime, anche di pochi millimetri, e di eseguire accurate diagnosi su pazienti oncologici, cardiologici, neurologici e pediatrici (affetti da tumori ed epilessia) la Pet – Risonanza Magnetica a 3 Tesla, inaugurata oggi all’ospedale regionale di Torrette. Il macchinario ha comportato un investimento complessivo di 5,7 milioni, di cui 1.3 milioni dal lascito di Teresa Casagrande (una donna marchigiana che ha destinato la cifra per la progettualità e la ricerca in campo oncologico) e 4,4 dalla Regione.

Presenti al taglio del nastro i vertici dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (il dg Michele Caporossi), della Società italiana di Radiologia Medica e Interventistica (Andrea Giovagnoni) e dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging (Maria Luisa De Rimini), del vice preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, Andrea Santarelli, del presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche Dino Latini e in rappresentanza del governatore Francesco Acquaroli del consigliere regionale Carlo Ciccioli, e del consigliere regionale Luca Santarelli. Nel corso della presentazione il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato un suo messaggio all’Azienda.

Un momento della presentazione

La strumentazione, unica nelle Marche e seconda in Italia per avanguardia tecnologica dopo quella dell’ospedale San Raffaele di Milano, conferma il nosocomio regionale tra i centri leader sul panorama nazionale in campo diagnostico. Nel dettaglio il macchinario ‘ibrido’ consente l’esecuzione simultanea in una unica indagine di immagini PET e di Risonanza Magnetica (RM), raccogliendo informazioni sulla funzionalità e vitalità cellulare (PET), e sulla morfologia e caratterizzazione tissutale (RM). Dopo una prima fase di messa a punto, la PET/RM a 3 Tesla è già operativa da tre mesi.

Un macchinario, ibrido, che rappresenta una «vera rivoluzione e un salto di qualità importante» ha sottolineato il direttore dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche, Michele Caporossi, spiegando che sarà utilizzato non solo sotto il profilo della diagnosi, ma anche in progetti di ricerca nazionali e internazionali e in studi multicentrici, «un sogno perseguito da oltre 5 anni che oggi si materializza» ha aggiunto il dg. «Vantaggio della PET/RM – ha detto il professor Andrea Giovagnoni – , rispetto alla tradizionale PET/CT, è dato dalla forte riduzione dell’esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti, poiché la Risonanza utilizza campi magnetici al posto dei raggi X. Per questo è particolarmente indicata per lo studio delle patologie oncologiche dei bambini. Sono già in essere contatti con Centri di ricerca nazionali e internazionali per attivare progetti di ricerca comuni nei vari campi di applicazione. Attualmente in tutto il mondo ne sono state installate solo poco decine di questi macchinari e solo due della stessa tipologia in Italia».

La stanza dove è stata collocata la Pet-Rm a 3 Tesla


«Una attività che solo pochi anni fa poteva essere considerata futuristica e che coinvolge in modo multidisciplinare non solo l’area radiologica ma tutti i professionisti sanitari che operano soprattutto in campo oncologico, ma anche cardiologico e neurologico – ha spiegato il dottor Luca Burroni, direttore della Medicina Nucleare, in un video messaggio – . Anche a livello aziendale sono già stati proposti dai PDTA numerosi protocolli utili per la diagnosi e la stadiazione dei tumori cerebrali, del testacollo, della mammella, dell’apparato gastrointestinale e di quello urogenitale, ma anche nelle patologie non neoplastiche del cuore ed in campo neurologico per lo studio delle demenze e delle epilessie».

«Presentando il vantaggio di una ridotta quantità di radiazioni ionizzanti emesse, è indicata in pediatria, nei tumori e nell’epilessia» ha dichiarato, puntualizzando che dal momento che «molti tumori sono caratterizzati da alterazioni molecolari e funzionali, l’utilizzo della avanzata tecnologia della PET/RM permette di studiare non solo la morfologia, ma di caratterizzare i tessuti tumorali in modo non invasivo a seconda del loro consumo di certe particolari sostanze, distinguendoli dai tessuti sani e fornendo dati anche numerici per monitorare oggettivamente l’efficacia delle terapie».

«È una macchina particolarmente idonea da associare alla cura personalizzata, alla medicina di precisione ed alla radiomica – ha concluso -, sia in ambito assistenziale che di ricerca. Con lo studio di nuovi traccianti metabolici e tumorali si è sviluppata in questo ambito la teranostica, cioè la possibilità di poter utilizzare la stessa molecola sia per la diagnosi che per la cura di alcuni tumori».

La professoressa Rossana Berardi, ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, direttrice della Clinica Oncologica dell’AOU delle Marche e consigliere nazionale AIOM, che aveva elaborato un progetto clinico e di ricerca oncologica denominato “RIMANTE”, incentrato sull’impiego del macchinario nella gestione clinica dei pazienti oncologici e che ha consentito di acquisire la donazione, ha spiegato che il progetto è incentrato sui pazienti affetti da neoplasie mammarie, polmonari, gastrointestinali, genitourinarie e ginecologiche.

«Le finalità saranno molteplici e importanti – ha detto – , tra queste lo studio dell’eterogeneità della neoplasia, ovvero delle diversità che questa presenta sia nella sede primitiva che nelle metastasi al fine di poter identificare i pazienti che potranno meglio rispondere ai trattamenti oncologici, in particolare all’immunoterapia. Oggi abbiamo, infatti, importanti opportunità terapeutiche per i nostri pazienti, tuttavia non tutti rispondono in maniera analoga e non abbiamo elementi per prevedere il futuro: questo macchinario ci aiuterà a meglio caratterizzare la malattia e a riuscire a predire in maniera più accurata l’eventuale risposta ai trattamenti».

Il presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, Dino Latini, ha sottolineato che con l’apparecchiatura inaugurata la sanità delle Marche vanta «potenzialità enormi» e l’ospedale di Torrette si configura sempre di più come un polo di attrazione clinico-assistenziale e di ricerca e centro di eccellenza a livello nazionale, per lo studio e la diagnosi delle neoplasie e delle patologie reumatologiche. «Un gioiello tecnologico» ha aggiunto Latini, nel sottolineare lo sforzo messo in campo dall’Azienda ospedaliera con l’avanzamento in campo scientifico e tecnologico.

La Pet-Rm a 3 Tesla

Il consigliere regionale Carlo Ciccioli (FdI), presente in rappresentanza del presidente Acquaroli, ha dichiarato: «Puntiamo a far diventare questo ospedale sempre di più una eccellenza» ed ha assicurato l’impegno della Regione «per un salto di qualità ulteriore» della sanità marchigiana, auspicando un intervento del governo sul fronte della carenza di personale, un punto su cui ha battuto anche il dg Caporossi.

ll consigliere regionale Luca Santarelli (Rinasci Marche), dal canto suo, in qualità di dipendente dell’Azienda, ha assicurato il massimo impegno del suo gruppo consiliare sul fronte della sanità. L’assessore con delega alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini, non potendo presenziare all’inaugurazione, ha inviato un suo messaggio letto dal dg nel quale ha sottolineato che la nuova dotazione permette «di fare un salto di qualità importante dal punto di vista tecnologico e clinico. Ha applicazioni dal punto di vista oncologico, cardiovascolare, pediatrico e ginecologico. Inoltre è stata acquistata anche grazie al contributo di una benefattrice: una donazione è un fatto estremamente importante perché avvicina i cittadini alla pubblica amministrazione, grazie a uno stretto connubio tra pubblico e privato, in un settore vitale come quello della sanità».