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Ancona

Terza dose di vaccino, Saltamartini frena: «Ok per le persone fragili ma cautela»

L'assessore regionale alla Sanità ha spiegato che sulla terza dose ci sono «discrasie che provengono da importanti riviste scientifiche». Attacco in Aula del Pd su campagna vaccinale e liste d'attesa

ANCONA – Partirà il 20 settembre anche nelle Marche, come disposto dal Ministero della Salute, la somministrazione della terza dose del vaccino contro il covid, che interesserà in questa prima fase i soggetti estremamente fragili, ovvero le persone immunocompromesse, fra le quali quelle trapiantate d’organo e quell in attesa di trapianto.

Per garantire la terza somministrazione verranno rese disponibili dosi addizionali di vaccino a mRNA (BioNTech-Pfizer e Moderna), sieri impiegati per le categorie di popolazione fragili. L’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, sollecitato sulla questione, ha affermato che questa categoria di persone, riceverà la terza dose di vaccino contro il covid nelle strutture ospedaliere e che sarè contattata direttamente dagli ospedali. «Nella cabina di regia abbiamo già deciso di contattare tutti, ma a fronte di discrasie che provengono anche da importanti riviste scientifiche dobbiamo essere anche cauti».

Saltamartini sulla terza dose: «Occorre approfondire»

Nel dettagliare la sua frenata sulla terza dose di vaccino contro il Covid per la popolazione che non è in condizioni di fragilità, l’assessore ribadisce che «il Governo ha detto di procedere, però ci sono dei report da parte di importanti riviste scientifiche che sostengono il tema che le due dosi già garantiscono (una copertura, nrd) per la variante Delta, quindi noi procederemo applicando le direttive ministeriali alle persone che riterranno di vaccinarsi. In questo momento bisogna approfondire il tema se la terza dose è necessaria e indispensabile o se può essere anche evitata. Questo è oggetto di approfondimento».

Filippo Saltamartini, assessore regionale alla Sanità

L’assessore Saltamartini, rispondendo ai giornalisti, è poi entrato nel merito della situazione delle terapie intensive delle Marche spiegando che «in questo momento abbiamo un numero conforme ai giorni precedenti», il problema  secondo l’assessore è che «dobbiamo assolutamente abbassare il numero, perché assorbono tutta una serie di professionalità come anestesisti, internisti e pneumologi che ci servono per le liste d’attesa». Ma per il momento non c’è in previsione un ampliamento del numero dei posti in intensiva perché «in questo momento non si ravvisa l’esigenza di individuare o di aprire un reparto Covid a Civitanova o incentivare il numero di pazienti a Marche Nord».

Le cure: i monoclonali

L’assessore ha annunciato di voler potenziare il ricorso agli anticorpi monoclonali, ma anche di voler potenziare le cure domiciliari, «inviando specialisti a domicilio» per curare le persone a casa, ma «avendo la disponibilità degli anticorpi monoclonali che hanno garantito la cura anche di persone trapiantate, siamo in grado di evitare una ospedalizzazione che in questa fase deve poter garantire gli altri servizi per le altre patologie». Pochi però quelli impiegati e anche per questo l’assessore ha annunciato che nella giornata di giovedì è in programma un incontro con i medici di medicina generale. I monoclonali, vengono impiegati dietro prescrizione dei medici di famiglia, nei pazienti al primo stadio della malattia con l’obiettivo di evitare la loro ospedalizzazione; l’infusione avviene in ospedale e il paziente fa poi rientro a casa.

Insistendo sulla questione dei vaccini anti Covid, l’assessore Saltamartini nel corso della seduta del Consiglio regionale di ieri (14 settembre), rispondendo a delle interrogazioni dell’opposizione, sul raddoppio dei camper vaccinali visti «i risultati positivi» spiega che: «le unità mobili ad oggi attive sono 5 e stanno coprendo diverse aree del territorio, dall’entroterra alla costa, per raggiungere, senza bisogno di prenotazione, chi non si è ancora vaccinato». 

La polemica sulle liste d’attesa

Duro l’attacco del Pd, che per voce della consigliera Micaela Vitri evidenzia che «sulla campagna vaccinale, unica risposta efficace per bloccare il virus e dare respiro al sistema sanitario, l’esecutivo continua a mandare messaggi contraddittori, dimostrando un’evidente spaccatura al suo interno». La dem nel corso del suo intervento in Aula ha lanciato bordate alla Giunta sul fronte della gestione sanitaria più ampia. 

Micaela Vitri, consigliera regionale del Pd

Nel mirino della consigliera le liste di attesa e i relativi disagi per i marchigiani. «La Giunta resta immobile – spiega Vitri – mentre la pandemia continua a provocare conseguenze nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura delle altre patologie, con prenotazioni di visite via Cup che spesso si trasformano in “via crucis”, cittadini costretti a ricorrere al privato, viaggi fuori provincia e fuori regione». 

Nell’evidenziare che non c’è «nessun piano per ridurre i tempi di attesa delle visite mediche e i disagi dei cittadini», Micaela Vitri snocciola i dati relativi alla nostra regione. «I dati nelle Marche sulle attività non procrastinabili, a partire da quelle oncologiche, sono preoccupanti. Gli interventi per tumore – sottolinea – sono diminuiti significativamente. Parliamo del -26% per la prostata, -10,5% per il colon, -9,4% per melanoma, -8,3% per la tiroide, – 8,1% per i polmoni. Riduzioni altrettanto significative anche nelle operazioni per le patologie cardio- circolatorie, dall’infarto all’ictus, alle quali si aggiungono le ripercussioni della pandemia sulle attività ambulatoriali, ridotte addirittura del 50%».

La dem fa poi rifermento ai disagi registrati nei distretti sanitari e nelle strutture dell’Area Vasta 1 dove le «liste di attesa per alcuni controlli specialistici risultano bloccate ancora per sei mesi». «Agli annunci roboanti dell’esecutivo per risolvere la situazione – conclude – non è seguito alcun provvedimento e i disagi proseguono. È trascorso un anno dai proclami della campagna elettorale, ma non abbiamo ancora visto nulla, mentre servirebbe una risposta urgente, chiara e incisiva».

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