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Ancona

Terza dose a over 40, Donati: «L’adesione potrebbe essere bassa». Un 15% di marchigiani ancora senza vaccino

Mentre la dose aggiuntiva sarà estesa anche alla fascia 40-59 da inizio dicembre, resta una fetta di marchigiani che si sono ancora vaccinati. Ne abbiamo parlato con il primario della terapia Intensiva di Torrette Abele Donati

ANCONA – Con l’aumentata circolazione del virus registrata negli ultimi giorni, si apre la somministrazione della terza dose del vaccino contro il Covid anche alla fascia d’età 40-59 anni. Il ministero della Salute ha pubblicato la circolare per avviare le inoculazioni fra due settimane. Si parte dal primo dicembre anche con gli over 40, che potranno ricevere la dose aggiuntiva dopo almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

Una estensione che chiaramente non cancella quella che resta la priorità, ovvero coprire con la vaccinazione chi non ha ancora ricevuto neanche la prima dose e somministrare il booster per le categorie per cui è raccomandata (anziani e persone con elevata fragilità) per i quali resta una corsia preferenziale.

Nelle Marche l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha assicurato che la Regione è al lavoro per partire al più presto con la terza dose della vaccinazione contro il SarsCoV2. Intanto ha attivato 24 nuovi posti letto di terapia Intensiva per innalzare la quota di letti a disposizione, anche se la situazione al momento è sotto controllo.

Abele Donati, primario Clinica di Anestesia e Rianimazione Torrette

«La terza dose è importante per evitare la malattia grave» afferma il primario della terapia Intensiva di Torrette Abele Donati, che parlando della situazione nel suo reparto precisa che tra i ricoverati Covid «la maggior parte non sono vaccinati».

Con un 84,7% di marchigiani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino, resta ancora un 15% di persone che non si sono ancora sottoposte all’inoculazione. Una fetta di popolazione che potrebbe allargarsi ulteriormente nel caso della terza dose. Tra i marchigiani che hanno aderito alla campagna vaccinale c’è anche chi potrebbe scegliere di non proseguire.

«Mi aspetto una adesione inferiore rispetto al primo ciclo vaccinale, tra il 10 e il 20% in meno» spiega il professor Donati, motivando la sua affermazione con un calo in parte «fisiologico» ma soprattutto riconducibile ad «un falso senso di sicurezza», al fatto di sentirsi protetti già con il ciclo vaccinale primario, la cui efficacia protettiva tuttavia si riduce, come dimostrato da alcuni studi dopo circa 6 mesi dalla somministrazione.

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