Ricostruzione: nasce il comitato dei sindaci, in 70 per dare voce al cratere

A fare fronte comune sono gli amministratori delle quattro regioni colpite dal sisma: Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria. Il 27 febbraio l'assemblea costituente a Roma. Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui: «occorre cambiare marcia»

Le macerie a Pescara del Tronto

ANCONA – Far partire la ricostruzione, sostenere l’economia e dare voce ai tanti comuni martoriati dal sisma. Sono questi gli obiettivi che hanno spinto 70 sindaci del cratere a costituirsi in un comitato apartitico, sotto un’unica bandiera, quella del terremoto. A fare fronte comune sono gli amministratori delle quattro regioni colpite dal sisma del 2016: Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria. «Vogliamo dare voce ai cittadini – spiega il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui – il comitato non nasce per mettersi in contrapposizione al Governo o alle regioni, è un comitato che vuole invece essere di supporto e di aiuto perché costituito da coloro che vivono una quotidianità di trincea e che quindi possono portare le difficoltà reali che vengono toccate con mano giorno dopo giorno».

Tra i primi ad aderire al comitato, i sindaci dei comuni più colpiti dal sisma come Amatrice, Norcia, Castelsantangelo sul Nera, Camerino, Accumuli, Pievetorina, Muccia e Ussita. «Siamo per l’apertura a tutti i 138 comuni del cratere» evidenzia il primo cittadino «ma anche se verranno confermati i 70 sindaci si tratta in ogni caso di un numero considerevole e rappresentativo del sisma».
Il comitato intanto si sta organizzando per avere propri organi di rappresentanza per ogni Regione ed ha preparato un documento programmatico con il quale si presenterà all’appuntamento dell’assemblea costituente previsto per il 27 febbraio a Roma presso il Crowne Plaza Rome, dove verranno nominati i rappresentanti. Il documento verrà votato durante l’assemblea e una volta approvato sarà portato all’attenzione del Governo per «un confronto pratico su temi reali perché – come spiega Pasqui – occorre cambiare marcia sulla ricostruzione visto che ad oggi è ancora ferma».
Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

Riguardo alla ricostruzione i sindaci chiedono lo snellimento della burocrazia e la creazione di una zona con dei vantaggi fiscali importanti per le aziende.
«Se non pensiamo a dare un sostegno all’economia non andiamo da nessuna parte – precisa il primo cittadino di Camerino – Con il documento programmatico intendiamo delineare delle macro aree per iniziare un dialogo fermo sulle delle progettualità che ad oggi ancora non ci sono. Stiamo, infatti, ancora attuando operazioni emergenziali, mentre della ricostruzione neanche l’ombra».

Il sindaco racconta che proprio nei giorni scorsi ha avuto un incontro con una delegazione Giapponese in visita all’Università di Camerino: «parlando con loro – evidenzia – ci hanno spiegato che nel loro paese, se le strutture emergenziali durano più di due anni per loro è da considerarsi un fallimento. Inoltre lo Stato obbliga a far lavorare le imprese locali, una cosa che se la proponiamo qui in Italia rischiamo di finire dietro le sbarre. Un’altro aspetto che mi ha colpito è che noi facciamo le gare per stabilire chi deve aggiudicarsi un lavoro, invece in Giappone non decidono in base al prezzo, ma al risultato e alle capacità. Ecco – conclude – perché noi siamo ancora al punto zero».