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Ancona

Super Green pass sul lavoro, l’avvocato: «Nulla vieta di istituire l’obbligo dei vaccini anti-covid»

L'avvocato cassazionista Corrado Canafoglia interviene su obbligo vaccinale ed estensione del Super Green pass. Ecco cosa ha detto

Corrado Canafoglia
Corrado Canafoglia

ANCONA – Con la quarta ondata che prosegue la sua corsa lungo il paese e la variante Omicron che si sta diffondendo, sul tavolo del governo ci sono nuove strette, fra le quali l’ipotesi di estendere il Super Green pass (solo per guariti e vaccinati) al mondo del lavoro pubblico e privato.

Dopo sanità, scuola e forze dell’ordine, la misura potrebbe scattare presto anche per i dipendenti della pubblica amministrazione e via via anche per i lavoratori del settore privato. Alla base del provvedimento il fatto che in Italia sono 5,5milioni le persone non vaccinate, la maggior parte delle quali, 3milioni, di età tra i 30 e i 59 anni, classe più colpita dal virus come numeri del contagio.

Nelle Marche l’83% delle persone hanno ultimato il ciclo vaccinale primario (prima, seconda dose o monodose), mentre l’87,7% ha ricevuto la prima dose (dato al 3 gennaio), resta dunque un 12,3% di popolazione ancora da vaccinare.

Con l’estensione del Super Green pass di fatto si andrebbe a lasciare aperte le porte del mondo del lavoro solo a vaccinati e guariti, una sorta di obbligo vaccinale “mascherato” per le persone che rifiutano il vaccino.

«Il diritto alla salute – spiega l’avvocato Corrado Canafoglia – è un diritto primario costituzionale che travalica qualunque altro argomento. Nessun norma vieta l’obbligo vaccinale, adottato in passato, come anche oggi». Attualmente nel nostro paese ci sono 10 vaccinazioni obbligatorie nella fascia d’età da zero a 16 anni (dall’anti-poliomelitica all’anti-varicella).

Insomma secondo il legale cassazionista «nulla vieta di istituire l’obbligatorietà dei vaccini anti-Covid» e, allargando la platea dei lavoratori verso i quali estendere il Super Green pass, si andrebbero ad «evitare discriminazioni tra categorie diverse di lavoratori».

«Il problema, semmai – conclude il legale – è rappresentato dall’applicazione dell’obbligo vaccinale, che presenta criticità nella sua applicazione concreta giornaliera: basti pensare alla sanzione che, se di natura economica, permetterebbe una differenziazione tra fasce di reddito. Il Governo pare perseguire la soluzione mediata del Super green pass che altro non è che un obbligo vaccinale temperato».