Subappalti Fincantieri nel mirino. Fiom: fenomeno diffuso nel «90-95% delle ditte»

L'indagine partita dal Veneto ha coinvolto anche le Marche. Con il sistema della "paga globale" ad alcuni lavoratori venivano certificati compensi in busta che in realtà non percepivano e un numero inferiore di ore rispetto a quelle effettivamente lavorate

Una veduta dall'alto del Porto di Ancona
Una veduta dall'alto del Porto di Ancona

ANCONA – Un gruppo di imprese che lavorano in subappalto per Fincantieri sono finite nel mirino della Guardia di Finanza veneta nell’ambito di una indagine coordinata dalla magistratura, che vede coinvolte anche un paio di aziende dell’anconetano. L’accusa è quella di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta e emissione di fatture false. Le perquisizioni stanno interessando diversi cantieri navali del paese, oltre alle Marche e al Veneto ci sarebbero anche il Friuli, la Liguria, la Campania, la Puglia e la Sicilia. La notizia è stata diffusa da alcuni quotidiani nazionali, fra i quali Repubblica.

«È una situazione che denunciamo da 10 anni –  commenta Tiziano Beldomenico, segretario Fiom Marche Cgil – abbiamo già presentato 2 esposti alla Procura della Repubblica di Ancona, l’ultimo dei quali nel 2016. Sappiamo che ci sono indagini in corso, ma ancora nel cantiere anconetano non hanno portato a nulla di concreto».

«Si parla di un paio di aziende che lavorano in subappalto che hanno la ragione sociale ad Ancona – prosegue – , ecco perché sono scattate le ispezioni anche qui, invece nella sede anconetana di Fincantieri ad oggi non risultano ancora controlli».

Secondo quanto contestato dalle fiamme gialle venete, nei confronti di alcuni lavoratori veniva applicata la cosiddetta “paga globale”, ovvero nella busta paga venivano certificati compensi che in realtà i dipendenti non percepivano, così come non avevano il riconoscimento delle ferie retribuite né di altri compensi aggiuntivi. L’escamotage adottato dalle imprese è quello di far risultare in busta paga un numero inferiore di ore rispetto a quelle effettivamente lavorate.

«Anche ad Ancona viene utilizzata la busta “paga globale”, vi ricorrono circa un 90-95% delle ditte in appalto e subappalto che lavorano nei cantieri – spiega Beldomenico – lo fanno perché altrimenti non riuscirebbero a rientrare nelle spese e quindi pagano i loro operai 4-5 euro all’ora». «È un grave sfruttamento mascherato sotto una finta legalità, perché in realtà si tratta di buste paghe taroccate». Insomma un meccanismo che di fatto «porta all’evasione fiscale e contributiva» denuncia il segretario Fiom.

Ma secondo Beldomenico la questione è ben più pesante, infatti ci sarebbero anche «casi di caporalato». Tutti sanno quello che succede, ma nessuno fa niente. Bisogna intervenire perché il fenomeno è diffuso».

Fincantieri da parte sua ha preso le distanze dalla vicenda tramite una nota stampa, dove ha rivendicato «la propria estraneità rispetto ai fatti cui le indagini si riferiscono» ed ha garantito piena collaborazione agli inquirenti. Inoltre ha assicurato che «laddove invece le accuse venissero confermate la società adotterà immediati provvedimenti nei confronti di dipendenti che si fossero resi responsabili di condotte illecite, lesive dell’immagine della società. Fincantieri adotta, anche in quanto emittente quotato, gli standard più elevati di compliance operativa e normativa, e impronta costantemente la propria azione a principi etici e di massima trasparenza».