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Ancona

Studenti sempre più vaccinati nelle Marche: il 66,7% dei ragazzi ha avuto la seconda dose

Continua il trend in crescita della vaccinazione contro il covid tra gli studenti marchigiani. La provincia più virtuosa è quella di Ancona. Maglia nera al Maceratese

ANCONA – Continua a crescere il numero degli studenti marchigiani vaccinati contro il Covid. Oltre il 66% dei giovani tra i 12 e i 19 anni ha terminato il ciclo vaccinale, mentre nella fascia d’età tra i 16 e i 19enni la quota dei ragazzi completamente immunizzati sale al 73,5%.

Il 75,5% degli adolescenti e dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino, mentre nella fascia d’età 12-15 ha ricevuto la prima somministrazione il 68,8% degli adolescenti. Guardando ai giovani tra i 16 e i 19 anni ha avuto la prima dose l’82,3%, mentre il 73,5% ha avuto anche il richiamo.

Nella fascia 12 – 15 anni i non vaccinati sono il 31,2%., mentre quelli che non hanno ricevuto neanche una dose sono 9.671 (17,7%). Guardando alle province, in quella di Ancona ha completato il ciclo vaccinale il 73,8% degli studenti tra i 12 e i 19 anni, il 63,9% in provincia di Pesaro Urbino, il 66,2% nel Fermano, il 69,5% in provincia di Ascoli Piceno e il 57,5% nel Maceratese. La provincia più virtuosa si conferma quella di Ancona, maglia nera invece al Maceratese.

E intanto prosegue nelle scuole delle Marche il piano di monitoraggio con i test molecolari salivari per individuare e circoscrivere precocemente eventuali focolai Covid. Più di mille gli studenti testati solo 1 dei quali è risultato positivo al virus.

Giorgia Latini, assessore regionale all’Istruzione

«La pandemia fortunatamente nelle Marche ha rallentato tantissimo – spiega l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini – abbiamo pochissimi casi positivi. Il risultato che volevamo ottenere con gli impianti di ventilazione meccanica su cui abbiamo investito 9 milioni di euro hanno sortito il loro effetto, perché l’obiettivo era quello di mantenere la didattica in presenza».

«Speriamo di continuare così – conclude – perché i ragazzi se lo meritano, hanno sofferto veramente tanto, dal distanziamento sociale alla didattica a distanza».