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Ancona

Strage della Lanterna Azzurra: citati 5 responsabili civili. No alla costituzione di “parte civile” del Comune di Corinaldo

Celebrata al Tribunale di Ancona l'udienza preliminare del procedimento bis per la tragedia di Corinaldo, dove morirono 5 adolescenti e una mamma di 39 anni

ANCONA – Citati 5 responsabili civili e 8 i riti alternativi chiesti da altrettanti imputati nel corso dell’udienza preliminare per il processo bis della strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo, celebrata questa mattina – 30 settembre – presso il Tribunale di Ancona. Il gup Francesca De Palma  ha rifiutato la costituzione di parte civile del Comune di Corinaldo.

Diciannove gli imputati, fra i quali 18 persone fisiche e la società Magic srl che gestiva la discoteca dove nella notte tra il 7 el’8 dicembre del 2018, morirono 5 adolescenti e una mamma 39enne, travolti dalla calca nel fuggi fuggi dal locale all’interno del quale venne spruzzato spray al peperoncino. Duecento le persone rimaste ferite.

Quella terribile notte persero la vita Emma Fabini, 14enne di Senigallia;  Benedetta Vitali, 15enne di Fano; Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Eleonora Girolimini, mamma di 39 anni, di Senigallia che aveva accompagnato la figlia in discoteca.

Fra gli imputati di questo secondo capitolo processuale, figurano i proprietari del locale, i gestori, gli addetti alla sicurezza, i componenti della Commissione di vigilanza fra i quali anche il sindaco di Corinaldo Matteo Principi, tecnici e consulenti.

Al centro del procedimento bis, il rilascio dei permessi di pubblico spettacolo alla discoteca e i sistemi di sicurezza. I reati contestati dai pubblici ministeri, Valentina Bavai e Paolo Gubinelli, vanno dall’omicidio colposo plurimo, alla cooperazione in omicidio colposo, alle lesioni anche gravissime, fino al falso e disastro colposo.

Paolo Gubinelli, pubblico ministero

Tre dei 19 imputati hanno fatto sapere attraverso i loro legali che intendono andare al patteggiamento, mentre altri cinque intendono procedere con il rito abbreviato, che per uno degli imputati è però condizionato. I restanti 11 andranno invece a processo con rito ordinario in caso di rinvio a giudizio.

A chiedere il rito abbreviato sono stati i proprietari dell’immobile, insieme al co-gestore dell’evento (abbreviato condizionato), mentre invece hanno fatto richiesta di patteggiamento l’allora amministratore della società Magic srl, e gli addetti alla sicurezza.

L’avvocato Marina Magistrelli e il sindaco di Corinaldo Matteo Principi

Nel corso dell’udienza il Comune di Corinaldo ha chiesto di costituirsi parte civile, ma non è stato ammesso. Tra i responsabili civili indicati dalle parti civili, sono stati citati l’Unione Comune Misa Nevola, il Comune di Corinaldo, la War Private Security, il Ministero dell’Interno e l’Asur, ma la loro costituzione verrà discussa nella prossima udienza, aggiornata al 16 dicembre 2021 alle 11.30, nell’ambito della quale verranno formalizzati i riti alternativi e verranno ascoltati i legali difensori degli imputati che procederanno al rito ordinario.

Il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, al fianco del suo legale, l’avvocato Marina Magistrelli, ha spiegato i motivi della richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Corinaldo, affermando che «la comunità è vittima di questa brutta vicenda». Principi ha ribadito poi la sua «massima disponibilità e collaborazione» per raggiungere la verità.

Soddisfazione per i tempi processuali, è stata espressa dall’avvocato Irene Ciani, legale della famiglia di Benedetta Vitali, la 14enne di Fano rimasta uccisa nella tragedia: «Il giudice ha dato un rinvio piuttosto veloce, compatibilmente con la complessità del processo». In Aula, ad assistere all’udienza, c’era come sempre anche il fratello della vittima, Francesco Vitali che ha rimarcato come «anche se piano, sta andando tutto per il verso giusto».