Ancona-Osimo

Stati generali dell’internazionalizzazione a Colli del Tronto. Castelli: «Ricostruzione occasione di rilancio»

La giornata è stata dedicata a lavori assembleari, i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’estero hanno partecipato al dibattito con i deputati e i senatori della Repubblica Italiana eletti all’estero

ANCONA – Seconda giornata per la 32esima Convention Mondiale delle Camere di Commercio all’estero che si è aperta ieri a Colli del Tronto. Una occasione unica per l’imprenditoria marchigiana, come sottolineato dal presidente di Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini.

La giornata è stata dedicata ai lavori assembleari, nell’ambito dei quali i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’estero hanno partecipato al dibattito con i deputati e i senatori della Repubblica Italiana eletti all’estero: Francesco Giacobbe – Africa-Asia-Oceania e Antartide, gli onorevoli Simone Billi – Europa, Nicola Carè – Africa-Asia-Oceania e Antartide, Andrea Di Giuseppe – America settentrionale e centrale, Christian Diego Di Sanzo – America settentrionale e centrale, Toni Ricciardi – Europa e Franco Tirelli – America meridionale. Presente anche il presidente CamCom Gino Sabatini.

Fino al 20 giugno le Marche sono luogo d’incontro in cui confrontarsi su temi economici, in particolare sull’export. Grazie agli Stati Generali dell’Internazionalizzazione la regione diventa un laboratorio, fucina di progetti e strategie di sviluppo. Numerosi i protagonisti dell’economia nazionale e internazionale che hanno portato il loro contributo.

«Nel giorno in cui Istat mostra una crescita tendenziale delle esportazioni italiane nei primi quattro mesi dell’anno (+5,9%) – ha detto il presidente di Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) Matteo Zoppas -, vorrei che arrivasse un messaggio forte e di coesione sulla spinta che, come Sistema Paese, possiamo dare al nostro Made in Italy. Nel 2022 l’export italiano è stato di 622 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Una cifra importante resa possibile grazie al coraggio e alla resilienza dei nostri imprenditori. La missione di Ice, nel suo ruolo fondamentale, così come di tutti i soggetti che fanno parte della cabina di regia del Governo per l’internazionalizzazione, Sace, Simest e Cdp, è di fare in modo che questi livelli di export possano crescere ulteriormente».

Il presidente Ice Matteo Zoppas

«Ci rivolgiamo a tutte le imprese che ne hanno più bisogno – ha aggiunto il presidente di Ice -, non solo medie e piccole, ma anche quelle grandi che ancora non hanno ancora avviato il processo di internazionalizzazione e che necessitano di una guida per aprirsi ai nuovi mercati. Con i nostri 79 uffici in 74 paesi del mondo e una rete di 23 desk, dotati di analisti dedicati alle attività di lead generation all’estero, riusciamo a mappare i player di mercato di cui possono avere bisogno le nostre aziende e i prodotti del Made in Italy».

Presente ai lavori anche i rappresentanti di Sace, società per azioni controllata da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, specializzata nel settore assicurativo-finanziario. «Contatti e relazioni, conoscenze e competenze, coperture e strumenti finanziari – ha spiegato il chief marketing and sales Pmi di Sace, Antonio Frezza -: questo è quello che offriamo alle aziende italiane che vogliono con noi crescere in maniera sostenibile sui mercati esteri. Supportiamo circa 40mila imprese e, in linea con il nostro Piano Industriale, lo facciamo insieme a tutti gli attori del Sistema Paese, anche grazie alla preziosa collaborazione delle Camere di Commercio Estere, vere e proprie case del Made in Italy nel mondo. Il nostro obiettivo è coinvolgere tutti gli stakeholder nel nostro ecosistema digitale myspace.it, uno spazio virtuale in cui le imprese possano trovare tutte le soluzioni per una loro crescita durevole e sostenibile. E mi riferisco non solo all’offerta assicurativo-finanziaria di Sace e alle tante iniziative di accompagnamento che abbiamo sviluppato per supportare le Pmi, ma anche ai prodotti e servizi dei nostri partner. Perché solo mettendo a fattor comune le nostre expertise e solo lavorando insieme raggiungeremo l’obiettivo di creare benessere per la comunità».

Per Simest, la società del Gruppo Cassa Deposito Prestiti che supporta la crescita delle imprese italiane nel mondo, è intervenuto il Presidente Pasquale Salzano che ha dichiarato: «Con il piano strategico 2023 – 2025 SIMEST vuole siglare un patto con le imprese italiane per rafforzare il ruolo a supporto dei processi di internazionalizzazione delle aziende. In tale ambito Simest, Unioncamere e Assocamerestero opereranno insieme per sostenere l’internazionalizzazione delle Pmi italiane, puntando al rafforzamento del tessuto produttivo italiano ed alla promozione di nuovi modelli di business, innovativi e sostenibili».

Il commissario straordinario alla Ricostruzione post sisma del 2016 Guido Castelli (immagine di repertorio)

Dalle Marche parte il progetto di ricostruzione del Pese, forte della presenza e dell’esperienza del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, il marchigiano Guido Castelli: «La ricostruzione del 2016 vale 27 miliardi di euro – ha detto il senatore ascolano -: il cantiere più grande d’Europa in 8mila chilometri quadrati di territorio. Una “terza Italia” che ha bisogno di un grande slancio economico, puntando anche sui rapporti con le imprese e generando così valore e attrattività. La ricostruzione è di per sé occasione di rilancio, perché abbiamo voluto connotarla secondo i principi della transizione digitale ed energetica. Stiamo adattando il patrimonio edilizio alle sfide della sicurezza e del cambiamento climatico, per immaginare il “come sarà” e non solo il “com’era, dov’era”.  Anche per questo abbiamo impostato e stiamo attuando la strategia NextAppennino, che grazie a 1 miliardo e 780 milioni di investimenti e incentivi va a intervenire su tutti i nodi strutturali del territorio, dalla sensoristica per le infrastrutture ai centri di ricerca e alta formazione per mettere in relazione i nostri ricercatori con le realtà internazionali, sollecitando inoltre tutti i set delle imprese, dalle micro alle grandi.  Abbiamo le idee chiare proseguire secondo una logica prospettica che ci consenta di vedere nella ricostruzione non solo una doverosa risposta al dramma del terremoto, ma un’occasione di modernizzare e rilanciare questa parte così importante del Paese».

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