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Ancona

Start up innovative, via libera alla legge che stanzia un milione di euro nelle Marche

Approvata all'unanimità nella seduta odierna del Consiglio regionale, la legge che punta a avviare e sostenere le start up per creare occupazione e frenare la fuga dei cervelli

Immagine di repertorio

ANCONA – Un milione di euro per avviare e sostenere le start up innovative specie quelle che mettono al centro la sostenibilità ambientale, per creare occupazione e frenare la fuga dei cervelli. È quanto prevede la proposta di legge ad iniziativa della Giunta regionale, approvata all’unanimità nella seduta odierna del Consiglio regionale.

«Il ruolo delle start up nel un tessuto industriale è diventato sempre più strategico» spiega l’assessore regionale alle Attività Produttive, Mirco Carloni, sottolineando che si tratta di un elemento che «consente di fare ricerca attraverso l’università e nuovi talenti giovani».

Mirco Carloni, assessore alle Attività Produttive 

Giovani dotati di «intuizioni, energia positiva, che viene sempre più considerata, anche dalla grande industria, un driver fondamentale per il trasferimento tecnologico e per fare ricerca sulle nanotecnologie», fattori che rendono più competitive le aziende. Carloni spiega che la legge sulle start up innovative «rappresenta un segnale molto importante per i marchigiani, ma soprattutto per l’economia: la comunità marchigiana deve sapere che mentre cerchiamo di gestire una pandemia così grave si sta programmando il futuro e arrivare in pochi mesi ad approvare una legge che ha un iter molto complesso, dimostra la velocità e la tenacia di chi vuole fare veramente qualcosa per il territorio».

Il testo normativo, sottolinea Carloni, punta a dare fornire risposte innovative ai nuovi bisogni del mercato, «in grado di sviluppare nuovi modelli economici con il supporto della finanza innovativa. Nei prossimi programmi operativi Fesr (sviluppo regionale) e Fse (lavoro) avremo modo di garantire un forte sostegno alla crescita e al rafforzamento di questa comunità di soggetti operativi».

Due le valenze della legge, come sottolinea l’assessore: creare ecosistema, ovvero «far capire al sistema economico che vogliamo che i giovani si insedino nelle Marche per creare nuova occupazione, tecnologia e fare nuove società altamente innovative» e poi dare una risposta all’emigrazione giovanile verso altre regioni e altri stati alla ricerca di occupazione. «Dobbiamo dire ai giovani, specialmente ai laureati e a quelli che hanno talento, idee e invenzioni, che nelle Marche c’è un ecosistema attento allo sviluppo delle loro imprese».

Marco Ausili, consigliere regionale Fdi

Relatore di maggioranza il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Ausili che tra gli obiettivi della legge ha evidenziato quello di «rispondere a quello che è accaduto nelle Marche dal 2008 ad oggi e cioè la perdita di 10 punti percentuali di pil e un tasso di crescita demografica che segna un meno 5,3% a fronte di una media nazionale del meno 3,1%». Secondo il consigliere «è necessario investire per rigenerare l’imprenditoria marchigiana e per sostenere chi vede nello sviluppo tecnologico una opportunità per la loro impresa». Contributi, quelli erogati alle start up per  sostenerne «la nascita, lo sviluppo, l’accesso sui mercati, la messa in rete e l’accesso al credito» ha dichiarato Ausili.

Manuela Bora, consigliera regionale Pd

A ricordare che il percorso sulle start up era stato avviato dalla giunta precedente è stata la consigliera del Pd Manuela Bora, relatrice di minoranza della proposta di legge: «La dotazione finanziaria di cui questa maggioranza ha potuto trarre beneficio è proprio una delle tante eredità positive lasciate dalla giunta Ceriscioli». Bora ha sottolineato che si tratta di una legge importante «ma non sufficiente sia per rilanciare da punto di vista economico una regione che è in grande difficoltà, ma anche per aiutare i giovani».

Secondo la consigliera dei dem, è necessario «implementare con misure molto più efficaci dal punto di vista del credito e del micro credito», di poter contare sul sostegno all’approccio dei mercati esteri e su iniziative «di grande valore» come lo Smau, evento di opening innovation, che «con grande piacere la giunta Acquaroli ha deciso di continuare a sostenere».

Tra le finalità del provvedimento, quelle di sostenere l’avvio delle nuove progettualità e l’imprenditoria emergente ad elevato potenziale digitale, ma anche di rafforzare l’ecosistema innovativo regionale già esistente, i luoghi dell’innovazione, dando visibilità all’intera comunità degli incubatori e acceleratori e promuovendo una rete fra essi.

Altri obiettivi sono la promozione della ricerca nel settore digitale, l’attrazione delle start up di successo da altre regioni, lo sviluppo della digitalizzazione, con applicazione anche in ambiti quali l’ambiente e la cultura, e della creazione di nuove opportunità di lavoro.

Prevista anche una formazione manageriale, per l’affermazione e la diffusione di una vera e propria cultura dell’innovazione e la previsione di misure volte a sostenere le start up nei processi di internazionalizzazione, promozione di nuove partnership e espansione su mercati esteri.