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Ancona

Ancona sotterranea, alla scoperta dei tesori nascosti

A meno di un anno dalla riapertura delle visite alla cisterna del Calamo e alle cisterne di piazza Stamira, domenica 3 settembre apriranno al pubblico anche i cunicoli del viale della Vittoria

ANCONA – Passaggi sotterranei, cunicoli e pozzi segreti. Da domenica 3 settembre le visite di Ancona sotterranea interesseranno anche i cunicoli del viale della Vittoria. Tra qualche giorno sarà dunque possibile scoprire un’altra parte del sistema idraulico sotterraneo. Adeguatamente equipaggiati con stivali, caschi e illuminazione autonoma, chi vorrà potrà affrontare con le guide speleologiche questa nuova passeggiata sotterranea sotto il viale della Vittoria.

Andrea Gagliardini

«Da dicembre 2016 è possibile visitare la cisterna del Calamo e le cisterne di piazza Stamira – spiega Andrea Gagliardini, guida speleologica e presidente dell’associazione Ancona sotterranea – ora sarà possibile scoprire anche i cunicoli del viale della Vittoria. Si entrerà da un tombino che si trova sotto il piano stradale vicino all’ingresso dello stadio Dorico e si percorreranno due diramazioni. La prima è il tratto principale del cunicolo che prosegue verso il monumento ai Caduti, l’altra più o meno comprende l’area sottostante il Dorico. Sarà un percorso più impegnativo rispetto a quelli della cisterna del Calamo e delle cisterne di piazza Stamira. In quest’ultime gli spazi sono ampi, mentre i cunicoli del viale sono più ristretti e si camminerà al loro interno in fila indiana». Il tratto ha una lunghezza di 300 metri sull’asse principale e presenta una diramazione di 80 metri. Il cunicolo ha una sezione quasi costante con 220 metri di altezza e 90 centimetri di larghezza. Oltre ai cunicoli e alla loro tipologia costruttiva, si potranno ammirare due pozzi pieni d’acqua.

La scoperta dell’Ancona sotterranea però non finisce qui. È noto che fin dall’inizio del 1400 esistevano nel sottosuolo di Ancona opere idrauliche, probabilmente realizzate in epoche più remote per l’approvvigionamento idrico della città. Nella prima metà del 1800 furono avviati progetti per potenziare e migliorare il servizio di distribuzione dell’acqua e venne recuperata parte dell’antico acquedotto di Santa Margherita, distrutto dagli eventi bellici del 1799, probabilmente collegato ai cunicoli di capostazione rinvenuti alle falde del Conero. Recenti indagini hanno permesso di rilevare e conoscere le reali dimensioni di questa imponente opera idraulica. «L’obiettivo – spiega Gagliardini – è aprire entro l’estate 2018 altre parti del sistema idraulico sotterraneo, ovvero il serbatoio denominato la Chioccia e i condotti idraulici di via Trento e i cunicoli della Fonte Santa Margherita (parte superstite dell’omonimo antico acquedotto)».