Sospensione di Caglioti, è polemica. Parte la raccolta fondi per il maggiore

Il provvedimento disciplinare a carico del maggiore della sezione Giudiziaria della Polizia Locale di Ancona, che ha indagato insieme agli uomini della Squadra Mobile nell'inchiesta "Ghost Jobs", ha suscitato le reazioni dei sindacati Cisl e Ugl

L’arrivo della polizia locale per la convalida dell’arresto in tribunale
Polizia locale di Ancona

ANCONA – È polemica sul provvedimento di sospensione nei confronti del maggiore Marco Ivano Caglioti della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Ancona. L’agente, che ha indagato insieme agli uomini della Squadra Mobile di Ancona nell’inchiesta “Ghost Jobs”, è stato sospeso dal servizio per 10 giorni a partire da oggi (11 novembre). La notizia è stata diffusa dal sindacato Ugl (Unione Generale del Lavoro). Stando a quanto riferisce il segretario regionale Ugl Vincenzo Marino in una nota stampa, il provvedimento disciplinare sarebbe «frutto del clima lavorativo ormai deteriorato a causa delle insistenti richieste di sapere dell’operato e del comportamento del responsabile della PG (Polizia Giudiziaria) e delle mancate risposte giustificate dal segreto istruttorio e da quanto previsto dalla normativa che disciplina l’affidamento di indagini da parte dell’autorità giudiziaria con conseguente sospensione di dieci giorni».

Una versione contestata dall’amministrazione comunale che ha precisato in una nota che «il provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente emesso un mese fa circa al termine di un procedimento avviato precedentemente nulla ha a che fare con le ultime vicende riportate sulla cronaca di questi giorni».

Sulla questione è intervenuto anche Luca Talevi, segretario generale di Fp Cisl Marche: «Il procedimento disciplinare a carico del maggiore Marco Ivano Caglioti si inserisce in un momento delicatissimo per tutto l’ente. In attesa che le forze dell’ordine e la magistratura compiano le loro attività con l’obiettivo, auspicato da tutti, di fare al più presto chiarezza, è necessario, a tutela delle persone coinvolte, che si attivino azioni tese a rasserenare il contesto lavorativo ove operano 800 lavoratori molto colpiti da quanto emerso dalle indagini».

Intanto i colleghi della Ugl hanno avviato una raccolta fondi in favore del collega per i 10 giorni in cui resterà senza retribuzione. Domani, fa sapere il segretario regionale di Ugl Vincenzo Marino, il sindacalista sarà ricevuto dal direttore generale del Comune di Ancona per parlare della vicenda per la quale Ugl ha presentato un ricorso al giudice del lavoro.

Il capogruppo in consiglio di comunale di Fratelli d’Italia, Angelo Eliantonio, intervenendo sulla vicenda ha spiegato che «parallelamente alla crisi politica generata dall’inchiesta, stanno emergendo aspetti gravissimi e non del tutto inattesi rispetto all’attività di indagine che ha visto in prima linea il nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale coordinato dal maggiore Caglioti, il quale è stato oggetto di un procedimento disciplinare di sospensione per 10 giorni e “colpevole” di aver tutelato il segreto investigativo».

Nel giugno scorso il maggiore era stato sostituito alla guida della sezione di Polizia Giudiziaria. La questione era approdata in aula con le opposizioni (Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle e Forza Italia) che avevano presentato interrogazioni in merito al «declassamento» di Caglioti: «Abbiamo appreso ora che in quel periodo eravamo nel vivo dell’indagine esplosa in questi giorni» scrive Eliantonio nell’interrogarsi se ci sia «qualcuno che forse ha interesse ad insabbiare un’indagine che sembra dover rivelare ancora tantissimo rispetto al “sistema Ancona”?».