Sisma, busta paga pesante: i senatori Cangini e Verducci chiedono proroga

Il 15 ottobre per i terremotati scatta il termine per il pagamento in un'unica soluzione delle 5 rate di Irpef e dei contributi previdenziali che erano stati sospesi dal Governo. Roba da togliere il sonno per chi già lotta contro tante difficoltà. I senatori hanno presentato due distinti emendamenti al decreto crisi aziendali

Le macerie a Pescara del Tronto

ANCONA – Ha ormai le ore contate il pagamento da parte dei terremotati della cosiddetta “busta paga pesante”, la restituzione dell’Irpef e dei contributi previdenziali il cui versamento era stato sospeso dal Governo per dare “respiro” all’economia dei territori colpiti dal sisma nel 2016.

Un salasso per i residenti nelle aree del cratere che si troveranno nella condizione di dover restituire in una unica soluzione le 5 rate che erano state sospese da giugno a ottobre. Roba da togliere il sonno per chi, come le popolazioni colpite dal sisma, già lotta contro tante difficoltà. La restituzione scatterà il 15 ottobre, una data tutt’ora confermata nonostante le proteste dei comitati.

«La ratio della sospensione era consentire di posticipare il pagamento delle tasse alla ripresa del tessuto economico delle zone colpite dal sisma spalmandolo con una rateizzazione decennale – aveva scritto il coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia in una nota -. È a tutti evidente che nel cratere non vi è né ricostruzione né ripresa economica».

I comitati avevano chiesto al premier Giuseppe Conte di «fissare un inizio della restituzione ancorandolo a precisi parametri di ripresa economica» e di decurtare le somme da restituire come avvenuto anche in occasione di altri terremoti, mentre sul fronte del rilancio economico, di istituire una zona franca e il reddito di cratere, strumenti necessari, secondo i comitati, per evitare lo spopolamento e la morte dei territori.

Un grido di allarme, quello dei rappresentanti dei terremotati, che è stato raccolto dai senatori Andrea Cangini (Forza Italia) e Francesco Verducci (Pd) che hanno presentato due distinti emendamenti al decreto crisi aziendali che verrà discusso in Senato questa settimana.

Il senatore Cangini chiede la proroga del termine per la busta paga pesante al 31 gennaio 2020, anziché al 15 di questo mese, e una restituzione limitata al 60% dell’importo dovuto. Proroga della restituzione della “busta paga pesante” anche nell’emendamento del senatore Verducci che chiede anche la cancellazione della maxi rata di cinque mensilità da liquidare in un’unica soluzione.