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Ancona

Ordinanze e dpcm, la rabbia di Sgarbi: «Disposizioni illogiche… Acquaroli, devi usare il cervello!»

Il critico d'arte e deputato del Gruppo Misto prende di mira il governatore delle Marche per l'ultima ordinanza varata che interviene su mascherine, assembramenti e commercio

Vittorio Sgarbi

ANCONA – «Una proibizione infondata non può essere rispettata, mi auguro che molti si ribellino e che le multe che farai fare siano tutte invalidate». Il critico d’arte Vittorio Sgarbi si scaglia contro il governatore Francesco Acquaroli, per aver varato nei giorni scorsi una ordinanza anti assembramento che interviene anche su mascherine e commercio.

Il deputato del Gruppo Misto, sindaco di Sutri e candidato sindaco per la capitale, ha ingaggiato da tempo una sua personale battaglia contro le restrizioni imposte per limitare la diffusione del virus e contro l’allarmismo che genera terrore. Questa volta a finire nel mirino di Sgarbi è stato proprio il presidente della Regione Marche, accusato di aver “licenziato” un testo a suo dire «insensato».

A non piacere al critico d’arte sono le disposizioni relative al commercio e alle mascherine. Riferendosi alla parte dell’ordinanza regionale che interviene vietando il consumo di alimenti e bevande all’aperto dalle ore 16, afferma che è «inaudita» e che non si può «proibire solo per proibire, senza logica», insomma «un decreto insensato. Perché alle ore 16 e non alle 19 o alle 15?» si interroga, affermando «quando mi spiegherai che alle 17 aumenta il rischio, allora la gente comincerà prima ad uscire di casa».

Proprio in questi giorni Sgarbi ha sparato a zero contro il governo sulle misure al vaglio in previsione del Natale: «Non mi sta bene che lui (ndr. Conte) stabilisca con chi vado a letto io. O chi devo abbracciare perché quello che faccio a casa mia sono ca… miei!». Inoltre aveva sollevato forti critiche sul fatto che nel nuovo Dpcm non si parli dei musei, ma solo di negozi, palestre e cinema. IL VIDEO

https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/videos/391662905582764

Andando all’attacco di Acquaroli e della sua ordinanza ha dichiarato che irrigidisce le regole invece di allentarle: «Faccio fatica a leggere dell’obbligo di portare le mascherine anche all’aperto fuori dall’abitazione, sempre, non indicando che se uno è da solo e sta in uno spazio libero, è totalmente insensato».

Secondo Sgarbi si tratta di «disposizioni illogiche» e rivolgendosi ad Acquaroli gli dice «devi usare il cervello, sei un presidente di Regione, non devi piegare la testa a Conte e far diventare le Marche un luogo ancora più inospitale di quello su cui il governo ha esercitato i suoi ordini – va all’attacco il critico d’arte -, devi valutare fino a che punto le proposte sono irragionevoli per non renderle ancora più irragionevoli».