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Settimana della “Protezione civile”, Piccinini: «La prevenzione passa da scelte drastiche»

Convegni, incontri, dibattiti, eventi nelle scuole. Parla il responsabile per le Marche. E dice: «Siamo una macchina straordinariamente trasversale che mette insieme cervelli, competenze e risorse presenti nelle nostre istituzioni che sono più di quelle che possiamo ipotizzare»

ANCONA – Convegni, incontri, dibattiti, eventi nelle scuole. La prima settimana nazionale della Protezione civile si è aperta all’insegna di un fitto calendario di appuntamenti sparsi su tutto il territorio regionale e dedicati alla diffusione della cultura e delle buone pratiche per la prevenzione dei rischi e della conoscenza del sistema che gestisce le emergenze.

Il 13 ottobre è la data storica, in cui è partita la sette giorni della Protezione civile il cui fine è quello di coinvolgere la popolazione sugli importanti temi legati al rischio sismico, idraulico (fiumi che non tengono la piena), idrogeologico (frane e smottamenti), rischio industriale e sanitario, e rischio da maremoto (onde anomale dovute a sollecitazioni sismiche).

Nata dalla Direttiva firmata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il primo aprile scorso, intende promuovere tra i cittadini la consapevolezza sui comportamenti e sulle misure di autoprotezione per difendersi dalle calamità, ed è stata dal 13 al 19 ottobre per la concomitanza con la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, dichiarata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite che ricorre appunto il 13 ottobre.

Punto forte dell’iniziativa, gli insegnamenti nelle scuole di elementi di protezione civile integrati in materie come le scienze naturali, l’educazione civica e la tecnologia, nell’ambito di un percorso che coinvolge gli studenti dalla scuola di infanzia fino all’università. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento nazionale di Protezione civile e il Miur, vede 4 docenti lavorare su base provinciale per formare insegnanti nelle direzioni scolastiche.

Tra gli eventi clou, il convegno “Cambiamenti climatici e riduzione del rischio disastri: formazione, ricerca e operatività nel Sistema di protezione civile”, organizzato dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con Regione e la Protezione Civile regionale che si è tenuto il 15 ottobre presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente.

Il 14 ottobre a Camerino un seminario Unicam sulla prevenzione dei disastri naturali, mentre dal 16 ottobre partiranno gli incontri con le varie Prefetture delle Marche. Inoltre, ogni mattina a Buongiorno Regione un focus sulle strutture di protezione civile. Mentre a chiudere la sette giorni sarà la Giornata di ringraziamento ai volontari che si terrà il 19 ottobre a Loreto nel corso della quale il presidente regionale Ceriscioli consegnerà gli attestati e le benemerenze.

A dare il via alla sette giorni il 13 ottobre ad Ancona, è stato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli che ha parlato del sisma del 2016, invocando una legislazione per far partire subito la ricostruzione e ponendo l’accento sull’importanza della prevenzione intesa come adeguamento sismico delle abitazioni che si trovano in zone a rischio terremoto nell’ambito del quale si possono sfruttare i benefici del bonus sisma, ovvero dello sconto fiscale sugli interventi edili.

David Piccinini, direttore della Protezione civile regionale
David Piccinini, responsabile della Protezione civile regionale

«La terra non è mai pericolosa – spiega il responsabile regionale della Protezione civile David Piccinini – il rischio connesso a una calamità naturale è strettamente legato alla vulnerabilità di un territorio, pertanto occorre lavorare sulla prevenzione e sulla riduzione di questa vulnerabilità. Bisogna ripensare ai centri dell’entroterra che la storia ci ha dato in eredità: ora che conosciamo la pericolosità di queste zone, è necessario ricostruire con tipologie edili completamente nuove, una scelta fortissima ma non farla sarebbe uno schiaffo alle conoscenze scientifiche». Secondo Piccinini non è più pensabile di adottare le costruzioni in pietra in territori a rischio sismico, «anche se parte integrante della nostra storia».

«La prevenzione passa da scelte drastiche per la ricostruzione», sottolinea il responsabile regionale della Protezione civile, che spiega come «la consapevolezza deve far partire azioni virtuose per l’abbassamento dei rischi».

Sulle campagne nelle scuole evidenzia che «creano generazioni di persone consapevoli. Stiamo lasciando ai giovani un mondo difficile da gestire, hanno sulle spalle delle pietre che gli abbiamo messo noi».

Tra le novità importanti introdotte dalla Protezione civile regionale gli studi di microzonazione sismica che hanno consentito di giungere alla conoscenza del rischio sismico dei territorio utile per la pianificazione e la progettazione urbanistica tenendo conto delle condizioni di scuotimento del suolo durante un sisma.

«La Protezione civile è una macchina straordinariamente trasversale che mette insieme i cervelli, le competenze e le belle risorse presenti nelle nostre istituzioni che sono più di quelle che possiamo ipotizzare».

 

 

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