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Ancona

Marche, al via lo screening di massa nei sei capoluoghi. Saltamartini: «Grande senso civico dei cittadini» – VIDEO

Tante le persone che fin da questa mattina si sono messe in coda al PalaIndoor di Ancona per sottoporsi al tampone antigenico rapido. Tra i presenti l'assessore regionale alla Sanità

Lo screening di massa al PalaIndoor di Ancona

ANCONA – Sono oltre 20mila le prenotazioni giunte finora nelle Marche per lo screening di massa con tampone antigenico rapido che ha preso avvio oggi (18 dicembre) in contemporanea in 6 città della regione: Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Urbino. Soddisfatto il governatore Francesco Acquaroli che in tarda mattinata si è recato in sopralluogo al PalaIndoor di Ancona. Il presidente ha sottolineato che «l’organizzazione ha risposto in modo impeccabile» e che la prima mattinata si è chiusa in maniera «molto positiva» con «tantissimi prenotati e tanta affluenza: grazie marchigiani».

«Visti i primi risultati, con pochi positivi» ha affermato «possiamo tirare un sospiro di sollievo». Poi ha evidenziato l’importanza di «scoprire quanti soggetti totalmente asintomatici sono positivi e che con la loro positività moltiplicano inconsapevolmente il virus fra la popolazione attiva».

Il presidente Francesco Acquaroli all’arrivo al PalaIndoor di Ancona

«Non si tratta di una patente di immunità – ha chiarito – perché chi ha fatto il tampone oggi potrebbe diventare positivo domani, per cui non si è esenti dal dover continuare a mantenere il rispetto di tutte le norme, le regole, le ordinanze e i Dpcm, ma è un elemento molto importante che speriamo ci aiuti ad abbattere la eventuale terza ondata e il moltiplicatore che si può innescare soprattutto in prossimità delle festività natalizie».

«Ci aspettavamo un risultato di queste dimensioni, ma non così bello – commenta l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini –. Questo dimostra un altissimo senso civico dei cittadini marchigiani che sono perfettamente consapevoli e responsabili della sfida che abbiamo di fronte. Siamo orgogliosi di aver comprato 2milioni di test per garantire la salute dei nostri concittadini e soprattutto di evitare la diffusione del virus». L’assessore spiega che «c’è una grande affluenza in tutti i centri della regione e finora (ndr ore 10.20) non c’è nessun positivo un buon segno».

Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità

ECCO IL VIDEO CON LE PRIME INTERVISTE

Una campagna su cui la Regione ha puntato molto come spiega l’assessore regionale «per mappare, isolare e tracciare i positivi al coronavirus». Le Marche sono la prima Regione in Italia a disporre uno screening di massa gratuito sulla popolazione con tampone antigenico rapido che fornisce una risposta in 15 minuti. «Questa campagna ci consentirà di capire la diffusione del virus per ripartire con fiducia e servirà da modello per la somministrazione del vaccino contro il covid».

Stefano Foresi, assessore del Comune di Ancona

«I cittadini hanno risposto mostrando grande senso di responsabilità» dichiara l’assessore alla Protezione civile del Comune di Ancona Stefano Forese. Da questa mattina un lungo e ordinato serpentone di persone si è messo in cosa al PalaIndoor di Ancona per sottoporsi al test e sono oltre 7mila le prenotazioni giunte al Comune dal link predisposto sul sito e dalle 5 linee telefoniche attivate. Venti le postazioni allestite, 5 di accoglienza, e oltre 80 gli infermieri che stanno prendendo parte all’operazione nell’arco dell’intera giornata (40 per ogni turno), una cinquantina i volontari, presenti gli agenti della Polizia Municipale di Ancona, la Protezione civile regionale e i vertici dell’Asur Marche.

Franco Dolcini e Mirko Bilo’

Nella prima mattinata di screening ad Ancona sono 726 i tamponi eseguiti e analizzati, dai quali sono risultati solo 2 positivi, lo 0,2% dei test: ma la capacità giornaliera di screening al PalaIndoor è di 1.500 tamponi antigenici rapidi al giorno e per la sola giornata di domani (sabato 19 dicembre) ci sono già 1.400 prenotazioni, spiega Franco Dolcini, direttore del Distretto Sanitario. A fare un sopralluogo al PalaIndoor è stato anche il consigliere regionale Mirko Bilo’ che ha espresso apprezzamento per l’organizzazione della macchina operativa: «La Regione è un modello per l’Italia con una campagna screening fondamentale non solo per tracciare e circoscrivere il contagio, ma anche per testare il sistema organizzativo in vista della somministrazione dei vaccini. Ancona ha risposto già dalla mattina con matura partecipazione allo sforzo organizzativo profuso dall’assessorato alla sanità regionale». 

Il Comune di Ancona ha allestito anche un servizio navetta per portare le persone al palazzetto dello sport. «Il gioco di squadra vince» sottolinea l’assessore Foresi, evidenziando lo spirito di coesione fra Regione, Comune di Ancona e gli altri soggetti coinvolti. A sottoporsi al test in questa prima giornata anche la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli e l’assessore alla Protezione civile Stefano Foresi.

Le persone in attesa di sottoporsi al tampone antigenico rapido al PalaIdoor di Ancona

La prima fase, che ha preso avvio oggi (18 dicembre) e proseguirà fino al 23 dicembre e punta a testare 350mila persone. Dopo la partenza nei capoluoghi si procederà con gli altri comuni fino a coprire tutti i comuni della regione. Costo dell’operazione, 2,6 milioni tra test e personale. Impegnati sul campo, il personale sanitario dell’Asur e gli studenti del corso di Medicina Generale, la Protezione civile regionale, il mondo del volontariato, Croce Rossa, Anpas, Misericordia, e i volontari dell’Università Politecnica delle Marche.

Da sinistra Dolcini (Asur), Foresi (Comune di Ancona), Piccinini (Protezione civile regionale) Guidi (Area Vasta 2)

«Una macchina operativa messa in piedi in tempi rapidi, che grazie alla disponibilità e al lavoro di tutti, degli operatori sanitari e degli altri soggetti coinvolti, ci consentirà di portare a casa il risultato» sottolinea il direttore dell’Area Vasta due Giovanni Guidi. Una organizzazione che funzione, «grazie anche al sistema di prenotazione messo in campo dal Comune» prosegue il direttore, evidenziando il buon livello di adesione della popolazione: «I tempi di attesa non sono lunghi, poi ci sono i tempi tecnici per la lettura del tampone che richiede almeno 12 minuti».

Il coordinatore regionale della Protezione civile David Piccinini sottolinea che «l’autoprotezione è la prima arma da mettere in campo per evitare il diffondersi di questa pandemia», ma mette anche in guardia dal rischio di un calo di attenzione verso le misure anti contagio: «Questo test non deve essere preso come un modo per liberare la propria attività all’indomani della consapevolezza di essere negativi. Bisogna mantenere la consapevolezza di continuare a rispettare tutte le misure previste».