Sardine e Pinguini, la politica torna alle metafore “animali”. È scontro

I due movimenti nati dal basso acuiscono la contrapposizione tra centrosinistra e centrodestra in vista delle elezioni regionali. E intanto si organizzano anche nelle Marche

Il flash mob delle sardine a Bologna
Il flash mob delle sardine a Bologna

ANCONA – È partito dall’Emilia Romagna il nuovo fenomeno politico che sta riempiendo alcune piazze italiane. Prima Bologna, poi Modena, la “chiamata alle armi” si sta diffondendo a macchia d’olio nelle regioni che si apprestano a tornare alle urne per rinnovare il proprio governo regionale, ma intanto quest’onda d’urto si sta propagando lungo tutto il Paese. Chi sono? Si fanno chiamare “Sardine” e sono un movimento partito “dal basso” viralizzato, neanche a dirlo, da Facebook dove si sono costituiti dei gruppi.

Un nome scelto con grande accortezza quello di Sardine dagli ideatori, 4 ragazzi romagnoli fra i quali figurano Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa. Una metafora ad indicare la spinta e la volontà di riempire le piazze, con l’obiettivo di stare stretti come sardine appunto. A quale scopo? Lo spiegano le stesse Sardine: arginare la campagna elettorale promossa dalla Lega nelle piazze della “rossa” Emilia Romagna.

La prima occasione pubblica per scendere in piazza è stata l’appuntamento del 14 novembre quando Lucia Borgonzoni, la candidata della Lega alla presidenza della regione Emilia Romagna ha incontrato i simpatizzanti del carroccio al Paladozza. Il tam tam su Facebook è partito immediatamente e le “sardine” hanno organizzato un flash mob che secondo gli organizzatori ha richiamato quasi 10 mila persone. Un movimento di giovani che si dichiarano senza bandiera politica, nato contro il razzismo, l’intolleranza e i sovranismi. Il movimento si sta organizzando anche nelle Marche dove sono nati 100K di Sardine Urbino & Marche, Sardine Civitanova Marche Original, Sardine Ascoli Piceno e poi il gruppo nazionale SardinAttiva che raccoglie anche alcuni marchigiani.

L’immagine sul profilo del gruppo Facebook de I Pinguini

Intanto però la controparte reagisce, e dopo aver contrapposto i gattini, lanciati ironicamente da Salvini, ora spuntano anche “I Pinguini” nati il 19 novembre anche questi su un gruppo Facebook. L’obiettivo è quello di organizzarsi in gruppi regionali e provinciali con coordinatori eletti dagli aderenti sotto la bandiera «del centrodestra unito». «È necessario non lasciare le piazze alle sardine – scrivono su Facebook – , dobbiamo mangiarcele».

Insomma la politica sta assumendo nuovamente “sembianze animalesche”, un po’ come succedeva anche in passato quando, per esempio, la Democrazia Cristiana veniva chiamata Balena Bianca.

«C’è da ringraziare questi ragazzi che hanno rimesso al centro dell’attenzione il valore della partecipazione in risposta alle posizioni inumane e grottesche di una destra impresentabile – commenta il coordinatore regionale di Articoli 1 Massimo Montesi – . Hanno preso l’iniziativa nonostante la lentezza e l’inadeguatezza dei partiti di centrosinistra. Speriamo che questi movimenti crescano e siano il primo passo verso una risposta politica di più ampio respiro. I Pinguni non sono italiani, che se ne tornino al Polo Sud».

«Non mi appassiona il derby tra sardine e pinguini – commenta il parlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli – la politica si fa su programmi e con il lavoro capillare sul territorio. Serve una proposta politica concreta che dia risposte ai problemi del Paese e che può emergere solo dal confronto serrato tra politica e categorie. Non possiamo rappresentare le esigenze di una sola parte. Questi movimenti cercano solo di distogliere l’attenzione dai problemi reali. In Italia c’è un grande nodo da sciogliere, quello del lavoro. Se non c’è lavoro, no c’è coesione sociale. È questo il problema. Non servono ulteriori divisioni, il centrodestra deve restare unito per abbracciare anche gli scontenti del centrosinistra. Non dobbiamo fare il gioco dell sardine».

La chiave di lettura politica secondo il capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, è che la nascita di questi movimenti segnala una grande preoccupazione da parte dei cittadini: «Apprezzo molto i movimenti spontanei come quelli delle Sardine, assomigliano ai Girotondi di qualche anno fa. È consuetudine che i partiti di centrosinistra contrastino quelli di destra e sovranisti, quello che desta preoccupazione è che in questo momento nel Paese è sparita quella parte della destra moderata ed europeista. Il centrodestra italiano è estremista e, guardando a quanto accade sul territorio, anche fascista. Serve una politica seria, dal momento che non ci sono proposte serie nella destra di Salvini e della Meloni». Urbinati coglie la palla al balzo anche per ribadire i problemi dei pescatori marchigiani: «Questo gran parlare di Sardine, che richiamano alla pesca, settore di mia competenza, spero riesca a riportare al centro dell’attenzione i problemi dei pescatori, anche di quelli dei piccoli pelagici come le sardine, una categoria che sta attraversando un momento di grandissima difficoltà».

Il responsabile provinciale della Lega di Ascoli Piceno, Andrea Maria Antonini ha commentato la nascita del movimento delle Sardine spiegando che «cela dietro di sé il Partito Democratico». Secondo Antonini «le Sardine e i piddini hanno lo stesso unico obiettivo: attaccare Salvini, non andare al voto», poi rivolgendosi direttamente al movimento attacca: «Siete solo un ammasso ittico. Politica zero, fatti zero. Siete bravi a riempire alcune piazze, allo stesso modo in cui navigati pescatori sono bravi a riempire le loro reti di pesca».