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Sanitari delle cooperative, Saltamartini: «Esaurito il tetto di spesa per le assunzioni». Vitri: «Massiccio ricorso»

Saltamartini ha spiegato che l'unico ospedale in cui non si fa ricorso a sanitari delle cooperative è il regionale di Torrette e riferito i dati degli utilizzi nei nosocomi marchigiani interessati

Filippo Saltamartini, assessore regionale alla Sanità

ANCONA – L’impiego del personale delle cooperative nella sanità, per sopperire alla carenza di dipendenti, al centro di un botta e risposta tra maggioranza al governo della Regione e Pd. A tracciare il quadro della situazione è stato l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini in risposta ad una interrogazione della consigliera del Pd Micaela Vitri in Consiglio regionale.

L’assessore ha spiegato che nelle Marche è stato «esaurito il tetto di spesa per l’assunzione di personale» dipendente ed ha fornito i dati relativi all’impiego nei pronto soccorso di operatori sanitari delle cooperative. Saltamartini ha spiegato che l’unico ospedale in cui non si fa ricorso a sanitari delle cooperative è l’ospedale regionale di Torrette, nel nosocomio di Pesaro coprono 52 turni mensili da 12 ore, in quello di Urbino 63 turni al mese, a Fano 50 turni, mentre nelle aree vaste sono presenti 6 medici di cooperative nel Pronto soccorso di Senigallia, 5 a Jesi, 5 a Camerino, 3 a Civitanova, 4 a Macerata, 4 a Fermo, 5 a San Benedetto.

«Si fa uso delle cooperative dal 2018, non lo abbiamo inventato noi», ha detto, spiegando che i problemi di organico dipendono dai trattati, in particolare da quelli dell’Ue, limiti che vincolano la spesa pubblica, ha detto, e «impediscono che il servizio sanitario possa assumere personale oltre un tetto fissato al 2004, 1,4%. che poi è stato aumentato del 5% dalla Madia e di un altro 5% nell’ultima legge di bilancio». Saltamartini ha detto «abbiamo completamente consumato la possibilità di assunzione di personale, un vincolo che non si può superare a meno di violare norme di diritto internazionale».

La consigliera Micaela Vitri

La consigliera regionale del Pd Micaela Vitri in una nota stampa ha attaccato evidenziando che dalla Giunta Acquaroli «nessuna risposta e soluzione» sul «massiccio ricorso alle cooperative nei Pronto Soccorso e nei reparti di pediatria». Una operazione «da 86 milioni di euro – ha detto Vitri – , di cui 13 solo a Pesaro e Fano nel bando dello scorso settembre per coprire 9mila turni, che ha creato una grave disparità per cui i medici a gettone vengono pagati a peso d’oro guadagnando il 40% in più di un interno a parità di orario».

La dem ha definito preoccupante «la risposta all’interrogazione che ho presentato in Consiglio regionale, con la quale chiedevo alla Giunta Acquaroli un’azione forte nella Conferenza Stato-Regioni sulla necessità di riconoscere la dignità lavorativa del personale medico dipendente attraverso l’innalzamento dei compensi prevedendo, nel caso specifico dei Pronto Soccorso, un’indennità supplementare non inferiore a mille euro più 150 euro lordi all’ora per prestazioni aggiuntive, sulla fissazione di un tetto al compenso orario da riconoscere a cooperative o liberi professionisti per la copertura dei turni nei Pronto soccorso pubblici, sulla definizione di criteri di accreditamento dei fornitori di questi servizi e sul monitoraggio del loro utilizzo da parte delle Regioni, visto che nessuno controlla».

La richiesta di Vitri è quella di assunzioni di personale infermieristico e Oss, attingendo dalle graduatorie esistenti, ma «l’unica soluzione accennata dell’assessore Saltamartini pare essere quella dell’assegnazione di borse di studio, ma come emerge da dati nazionali nel 2021 in Italia, su 1.077 borse per la medicina d’urgenza, ne sono rimaste vacanti 497».

Secondo la consigliera occorre intervenire sui compensi dei medici pubblici, «rendendoli adeguati all’impegno e ai sacrifici, per rendere più appetibile la professione. Questa Regione va invece nella direzione opposta consentendo compensi spropositati ai privati (un turno di 12 ore ci costa 1400 euro), che molto spesso scelgono di non lavorare nel weekend, non devono sottoporsi a concorso e valutazione di requisiti rispetto alla formazione, sono autonomi rispetto alle direttive dei dirigenti. Anche oggi l’Assessore Saltamartini, nella sua replica, ha continuato uno scaricabarile inutile giustificandosi con la legge sul tetto di spesa sul personale. Eppure non solo c’era anche prima del suo mandato, ma dal 2019 sono previste deroghe e spetterebbe proprio ad Acquaroli e Saltamartini impegnarsi eventualmente con il Governo per superarla. Mi auguro – conclude- che la Regione interrompa lo smantellamento della sanità pubblica, preveda un tetto di spesa sui compensi ai medici delle cooperative e inizi a lavorare per il personale pubblico, oggi purtroppo bistrattato sia economicamente che nelle condizioni di lavoro».

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