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Ancona

Sanità Marche, presidio dei sindacati sulla riforma. Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl chiedono un tavolo di confronto

I sindacati sono scesi in piazza per sollecitare la Regione in vista della riforma varata ad agosto con la legge regionale che cancella l'Asur unica per dare vita a cinque Ast

Il presidio ad Ancona

ANCONA – La riforma della sanità regionale è stata al centro del presidio promosso dalle segreterie regionali e provinciali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, che si è tenuto questa mattina, 2 dicembre, in piazza del Plebiscito davanti alla Prefettura di Ancona.

I sindacati sono scesi in piazza per sollecitare la Regione in vista della rivoluzione sanitaria varata ad agosto con la legge regionale che cancella l’Asur unica per dare vita a cinque Ast, aziende sanitarie territoriali, una per provincia, con l’Ast di Pesaro Urbino che assorbirà anche l’azienda ospedaliera Marche Nord.

Un momento del presidio dei sindacati

Il rischio lamentato dai sindacati è che a partire da gennaio, quando entrerà in vigore, «oltre ai problemi già sul tavolo, come la carenza di personale e i contratti in scadenza, si aggiungeranno anche quelli legati alla riorganizzazione».

Matteo Pintucci, segretario regionale Fp Cgil dice: «No alle future Ast, fotocopia delle Aree Vaste che lasciano personale e fondi invariati. Se è così non ci stiamo perché restano invariati tutti i problemi: dai 400 precari della sanità, con contratti da prorogare, alle limitazioni alla spesa, fino alle sperequazioni sul salario accessorio, nella certezza, per giunta, della soppressione di Marche Nord».

«La Cisl insieme alla Cgil e alla Uil – spiega Luca Talevi, segretario regionale Fp Cisl – chiede con forza l’apertura di tavoli regionali con Rsu ed organizzazioni sindacali su temi fondamentali quali stabilizzazioni precari, nuove assunzioni, definizione fondi contrattuali, dotazioni organiche. Senza il coinvolgimento sindacale e la partecipazione dei lavoratori nessuna riforma avrà mai possibilità di definizione, per questo aspettiamo una rapida convocazione. La sanità viaggia sulle gambe dei lavoratori, e per dar forza alla nuova sanità più “ territoriale” è fondamentale il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori».

«La riforma non è stata condivisa – evidenzia Marcello Evangelista, segretario regionale Uil Fpl – manca meno di un mese all’entrata in vigore degli effetti della legge regionale 19 e il confronto con la Regione ancora non c’è stato. Ci preoccupa la carenza di personale, con oltre 400 precari da stabilizzare, assunti per il Covid, la cui mancata stabilizzazione rischia di far saltare servizi essenziali. Chiediamo un piano di assunzioni a tempo indeterminato per coprire le carenze: gli operatori della sanità fanno turn massacranti e sono allo stremo. Se non avremo risposte non escludiamo altre iniziative come lo sciopero generale».

Presidio dei sindacati della sanità

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