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Ancona

Inrca – Ospedale di Rete, ennesimo stop ai lavori

Lo scorso 4 dicembre l'azienda affidataria dei lavori ha presentato in tribunale richiesta di concordato preventivo. Cgil: «Oggi il timore dell’incompiuta non è solo per il cantiere dell'Ospedale dell’Inrca e di rete di Osimo ma anche per la SS76»

Progetto del nuovo Inrca

ANCONA – Il cantiere dell’Inrca – Ospedale di Rete di Osimo è di nuovo fermo. A lanciare l’allarme è la Fillea Cgil di Ancona. All’origine della questione ci sarebbe la presentazione in tribunale, lo scorso 4 dicembre, del concordato preventivo richiesto dalla CMC di Ravenna, la capofila del Consorzio a cui sono stati affidati i lavori.

Si tratta dell’ennesimo stop nella realizzazione di un’opera tanto attesa dalla zona a sud di Ancona e che sembra destinata a non vedere la luce. È la preoccupazione espressa dalla Cgil e fortemente condivisa anche dalla Fials: «è ora che la Regione si assuma le proprie responsabilità e dia una svolta alla situazione – commenta il segretario provinciale Fials, Claudio Acacia -. Nessuno ne parla ma è già la terza volta che si ferma il cantiere di Osimo, non è che rischiamo che si ripeta quanto accaduto con il pensionato Tambroni?».

Insomma per Cgil e Fials il rischio incompiuta si farebbe sempre più concreto e il progetto dell’Inrca rischia di rimanere solo sulla carta. Il bando di gara d’appalto era stato presentato nel 2011 e il 27/11/2012 era stato firmato dalla Regione il primo contratto con la GDM Costruzioni. All’epoca la fine lavori era prevista nel gennaio 2015, ma dopo il concordato della GDM e il ricorso della CESI di Imola che vince l’affidamento dei lavori, la Regione si ritrova a dover consegnare il cantiere al consorzio Salc e Matarrese, nel 2015, anno in cui i lavori avrebbero già dovuto essere ultimati. Si tratta del primo stop. Anche la CMC di Ravenna presenta ricorso al Consiglio di Stato e lo vince nel gennaio 2016, ma i lavori si bloccano nuovamente.

Nel gennaio 2017, la CMC inizia i lavori e, nel verificare quelli già effettuati, si accorge di alcuni vizi sulle opere presenti che generano un ulteriore stop fino a marzo 2018 data in cui si sono avviati i lavori per il ripristino dei vizi sui pali per poi proseguire con l’opera. «I lavori, anche se un po’ a rilento, sono andati avanti fino al 04/12/2018, data in cui la CMC di Ravenna ha presentato il concordato preventivo al tribunale che ha provocato l’ennesimo fermo del cantiere» scrive la Cgil in una nota. «Oggi, a ridosso del 2019 – prosegue –  si sono perse tutte le certezze sul termine di quest’opera che prevede un investimento di 79,5 milioni di euro cui si sommano i 15891 euro di spesa in più rispetto al preventivato per i vizi presenti e le varie spese legali per ricorsi e accordi bonari».

Per la Cgil, essendo la CMC l’ultimo consorzio nella gara di appalto, la Regione corre il rischio di una nuova gara e cioè un ulteriore allungamento dei tempi di esecuzione. «Le Marche oggi sono la regione con uno dei cantieri più grandi d’Europa (cratere) – conclude la nota della Cgil – che fatica ad avviarsi in forma “regolare”. Siamo la regione dove oggi il timore dell’incompiuta non è solo per il cantiere dell’Ospedale dell’Inrca e di rete di Osimo ma anche per la SS76».