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Ancona

Movimento 5 Stelle, scoppia la polemica tra Pergolesi e Terzoni

Ad accendere la miccia il piano socio sanitario regionale con scambio di reciproche accuse tra la parlamentare fabrianese e la consigliera regionale jesina. Botta e risposta tra comunicati e post social

Romina Pergolesi e Patrizia Terzoni (Movimento 5 Stelle)
Romina Pergolesi e Patrizia Terzoni (Movimento 5 Stelle)

ANCONA – È botta e risposta fra Romina Pergolesi e Patrizia Terzoni. Le due “leonesse” del Movimento 5 Stelle sono state protagoniste di una polemica scoppiata nella giornata di ieri (4 febbraio) e proseguita anche oggi, fra accuse e rimpalli, con la Terzoni che accusa di scarsa umiltà e la Pergolesi che le dà della «social-ducetta» equiparandola a Salvini. Ad accendere la miccia è stato il piano socio sanitario regionale arrivato nell’aula del consiglio regionale dove è stato approvato dopo una seduta fiume con 16 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astenuti. Ma se in aula la contrapposizione fra centrosinistra e centrodestra è stata dura, con i rappresentanti regionali del Movimento 5 Stelle che bocciavano il documento (al quale hanno votato contro), allo stesso modo è stata dura anche la polemica fuori, quella a colpi di risposte sui social network fra la vicepresidente del gruppo consiliare regionale Romina Pergolesi e la parlamentare Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera.

Il fiele si era già liberato nella prima mattina di ieri, quando durante l’incontro fra i capigruppo, che anticipa la seduta consiliare, si era aperto lo scontro tra i parlamentari e il gruppo dei regionali sulla questione del rinvio della votazione. Se infatti da Roma chiedevano con una nota stampa congiunta il rinvio del Piano socio sanitario regionale per l’imminenza delle elezioni regionali, ad Ancona la pensavano diversamente. Ma andiamo in ordine. La parlamentare fabrianese Patrizia Terzoni aveva condiviso sulla sua pagina Facebook un comunicato dei portavoce marchigiani del Movimento nel quale definivano il piano come «l’ennesima tegola sulle teste dei cittadini» e per questo chiedevano di «interrompere immediatamente la discussione». Una richiesta non gradita a Romina Pergolesi che aveva definito «assurdo chiedere il rinvio di un atto che si discute da 12 mesi in commissione» e rivolgendosi al gruppo dei parlamentari aveva suggerito loro «di concentrarsi sulla modifica del decreto Balduzzi che impone la chiusura degli ospedali».

La polemica però non si è arrestata. All’indomani dell’approvazione del Piano la Terzoni ha commentato la notizia sulla sua pagina Facebook ringraziando il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri per aver votato a favore del rinvio del documento, precisando che «gli altri consiglieri dovrebbero chiedere scusa. Se non hanno l’umiltà per farlo intanto lo faccio io perché tengo ai Cittadini, ai Comitati, ai Sindaci e al M5S e anche se personalmente avrei agito in maniera diversa, sento come Movimento la responsabilità anche per le cose che non vanno e che dobbiamo cambiare. Questo piano è un provvedimento che vincolerà non l’attuale giunta – ha scritto la Terzoni – ma la nuova che si formerà a breve con le nuove elezioni regionali. Un voto politicamente importante e che purtroppo ha visto spaccato in due il M5S. Vero che il nostro voto, anche se compatto, non avrebbe cambiato nulla dato che i voti sono stati 7 favorevoli (fra cui il nostro consigliere Fabbri) 18 contrari e 3 consiglieri del M5S che non hanno partecipato al voto. Ma come molti cittadini stigmatizzano: si, è una questione politica».

Anche in questo caso la risposta della Pergolesi non si è fatta attendere: «Sono d’accordo con la Terzoni. Ha ragione, è una gigantesca questione politica la sua ininterrotta assenza sul territorio, inversamente proporzionale alla sua tracimante attività social. E mi scuso con i cittadini per l’atteggiamento di una parlamentare che, in un anno di audizioni e assemblee riguardanti la sanità delle Marche, compresa la sua Fabriano, non si è fatta mai vedere, né ha formulato proposte. Era troppo impegnata, evidentemente, nelle chat e su Facebook, dove resta la leader incontrastata».

Insomma il botta e risposta si fa sempre più duro. «Abbiamo bocciato il piano socio-sanitario, nonostante siano passati tanti nostri emendamenti che recepivano i suggerimenti degli oltre 150 soggetti in audizione. Mentre noi ascoltavamo medici, pazienti e sindacati, la Terzoni in Parlamento si dimenticava di battersi per modificare il decreto Balduzzi o la spending review, che sta condannando gli ospedali della regione. Però, in compenso, la sua mano è sempre bollente sopra la tastiera per giocare a fare la salviniana. Noi preferiamo utilizzare il nostro tempo per ottenere risultati concreti. A Vito Crimi chiediamo pertanto di arginare questa deriva e intervenire per frenare le social-ducette dagli atteggiamenti leghisti. Siamo stanchi dei suoi reiterati attacchi. Ci permettiamo di darle un consiglio dalle lontanissime (per lei) Marche: è stata eletta per risolvere i problemi dei cittadini, a partire dal terremoto su cui non è che abbia brillato (lei sta al governo, a differenza nostra), lo faccia! Due righe, non di più, anche per il sindaco di Fabriano, che sulla sanità non ha saputo far di meglio che rilanciare una fantasiosa proposta dell’ex referente di Ceriscioli. Servirà davvero a risolvere i problemi dei suoi concittadini?».

Intanto domani (6 febbraio) i consiglieri regionali saranno a Roma per incontrare il nuovo capo politico del Movimento Vito Crimi e Roberta Lombardi del comitato di garanzia: «Faremo presente che dallo sparuto gruppo fabrianese proseguono gli attacchi scomposti al gruppo regionale, che ne denigrano il lavoro svolto a beneficio del territorio, disorientando i cittadini e danneggiando il movimento in vista delle elezioni regionali».