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Ancona

Rivendeva pesce rubato, confiscata ad un imprenditore villa da un milione di euro a Barcaglione

L'uomo, di origine pugliese, è in carcere da un anno per ricettazione. La guardia di finanza ha messo i sigilli alla sua abitazione acquistata con proventi illeciti

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

ANCONA – Si era ricavo una succursale della sua attività da grossista del pesce nel capoluogo dorico, dove per anni ha commercializzato prodotto ittico surgelato rubato ad altri operatori. Una vita da nababbo tanto da costruirsi una villa da un milione di euro a Barcaglione, dove abitava con moglie e figli. Venerdì la guardia di finanza ha confiscato l’abitazione, in esecuzione ad una condanna definitiva per ricettazione, ad un imprenditore pugliese che aveva messo le tende in città da quasi dieci anni. L’uomo, un commerciante all’ingrosso di pesce surgelato, che ha più di 50 anni ed è originario della provincia di Barletta- Andria-Trani, è finito in carcere nel 2017, a Bari. Durante una operazione denominata “Iceberg”, per fatti accaduti a partire dal 2010, finí in manette per ricettazione. Secondo l’accusa contestata, rivendeva pesce a ristoranti e negozi, in tutta la provincia dorica, di provenienza furtiva. La sua azienda principale aveva la sede madre in Puglia con una succursale, un ufficio di vendita, nell’anconetano. In provincia aveva preso molta clientela. Finito in carcere il suo reddito è risultato troppo basso per il tenore di vita riscontrato e così, dopo la condanna definitiva in Cassazione, è stata data esecuzione alla confisca della villa a Barcaglione, dove viveva prima dell’arresto. Attualmente la casa non era abitata da nessuno e figurava in ristrutturazione. Ora è passata in mano allo Stato. Il sequestro preventivo è stato disposto dalla procura generale presso la Corte di Appello.