Torrette, polemiche sui pasti. Nuova ristorazione, siglata intesa per il personale

Sulla mensa erano giunte lamentele di alcuni pazienti e anche la politica si era interessata della questione. Maraldo: «Polemiche che non tengono conto degli esiti dei questionari di gradimento, né del percorso iniziato per arrivare rapidamente al nuovo servizio con riattivazione della cucina»

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – Il servizio ristorazione dell’ospedale regionale di Torrette è stato al centro di alcune polemiche nei giorni scorsi per la qualità dei pasti dopo le lamentele da parte di alcuni pazienti. Anche la politica si era interessata alla questione con la presa di posizione della consigliera del Movimento 5 Stelle Romina Pergolesi che aveva lanciato una provocazione al presidente regionale Luca Ceriscioli e al presidente della IV Commissione Sanità regionale Fabrizio Volpini di andare a Torrette per assaggiare i pasti e testarli insieme «nella speranza – aveva dichiarato in una nota – che ciò serva a risolvere rapidamente il problema della mensa interna chiusa».

«Spiace osservare che in questi giorni, alcuni rappresentanti delle istituzioni o degli organi di stampa, usino l’argomento ristorazione per polemiche che nulla hanno a che fare con l’elevata qualità delle cure – replica il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Ancona, Antonello Maraldo – , non tenendo conto degli esiti dei questionari di gradimento, e senza apprezzare il percorso iniziato per arrivare rapidamente al nuovo servizio con riattivazione della cucina. È motivo e stimolo per arrivare più rapidamente ad aggiudicare la ristorazione».

La direzione ospedaliera aveva optato prima dell’estate per l’esternalizzazione del servizio di ristorazione che interesserà sia la cucina di Torrette che quella del Salesi: in previsione c’è la preparazione di pasti freschi nella nuova mensa che sorgerà nella sede dell’ospedale regionale a Torrette e che dovrebbe essere ultimata entro l’estate del 2021, oltre all’istituzione del vassoio personalizzato sulla base delle esigenze di ogni singolo paziente.

Mensa (foto di repertorio)

Proprio nei giorni scorsi è stato siglato un protocollo d’intesa tra la direzione degli Ospedali Riuniti di Ancona e le parti sindacali per il ricollocamento del personale in servizio. Con il documento l’Azienda intende ridistribuire le 39 persone che attualmente si occupano del servizio ristorazione, delle quali 30 lavorano con contratto a tempo indeterminato e 9 a tempo determinato. Dei 30 dipendenti a tempo indeterminato 3 andranno a pensionamento entro marzo 2020, i 9 a tempo determinato cesseranno il contratto, e quindi l’Azienda dovrà provvedere complessivamente al ricollocamento di 27 persone.

In base alle intese raggiunte con i sindacati, questi 27 dipendenti potranno essere impiegati nelle aree della portineria, magazzino della farmacia, acquisizione beni e servizi, mentre solo il personale ausiliario potrà essere ricollocato nell’area delle professioni sanitarie: servizi dove entro i prossimi due anni si libereranno proprio 27 posti di lavoro. Ad essere ricollocato sarà il personale che non intenderà più prestare servizio nella ristorazione.

Antonello Maraldo

«La firma del protocollo d’intesa sulla ricollocazione del personale addetto alle cucine di Torrette e Salesi ha grande importanza per due ordini di ragioni- spiega il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Ancona Antonello Maraldo – : da un lato conferma la lunga fase di dialogo tra azienda e rappresentanti dei lavoratori dando tranquillità e prospettive agli oltre trenta addetti attuali al servizio, dall’altra accelera e semplifica la procedura di gara per l’appalto del servizio, prevista per fine novembre prima metà di dicembre, perché permetterà all’appaltatore di non assorbire con il distacco funzionale personale dell’azienda potendo così formulare un’offerta economicamente più vantaggiosa per l’azienda stessa. Questa la conferma che il confronto ed il dialogo, oltre che mantenere un clima positivo, consentono anche di realizzare potenziali economie di bilancio».