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Ancona

I ristoratori marchigiani tornano in piazza. Polacco: «È ora di aprire, vogliamo una data»

Ad annunciare la protesta il direttore di Confcommercio Marche Centrali. Il capoluogo dorico è tra le quattro città italiane scelte per il collegamento con l'assemblea nazionale a Roma

Massimiliano Polacco direttore generale Confcommercio Marche

ANCONA – «Il futuro non si chiude». È questo l’hashtag con cui Fipe Confcommercio manifesterà martedì 13 aprile alle 11 ad Ancona, per chiedere la riapertura dei ristoranti al massimo entro i primi di maggio, in vista dell’avvio della stagione estiva.

Un appuntamento, quello di Ancona, che rientra nella cornice della assemblea che si svolgerà in concomitanza nazionale anche in altre piazze italiane, e che vedrà il capoluogo marchigiano rientrare tra le quatto manifestazioni scelte per collegarsi in diretta con la piazza romana (Genova, Firenze, Napoli e Ancona).

All’assemblea nazionale parteciperanno il presidente nazionale di Confcommercio Sangalli, il presidente della Fipe Stoppani e il numero uno dei cuochi Bottura, anche lui in piazza a Roma per invocare la riapertura. Per ragioni di sicurezza la location della protesta, che si svolgerà in maniera statica, verrà comunicata solamente dopo la giornata di lunedì, perché come ha spiegato il direttore di Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, l’obiettivo dei ristoratori è quello di far valere le loro ragioni in sicurezza, prendendo le distanze dai tafferugli registrati nei giorni scorsi in alcune piazze italiane.

«È proprio ora di aprire, ci devono dire quando potremo farlo, vogliamo una data e una programmazione» è l’appello rivolto da Massimiliano Polacco alla politica nazionale, dal momento che, come ha sottolineato, bar, pubblici esercizi, ristoranti, stabilimenti balneari e discoteche stanno pagando il prezzo più alto nella crisi scatenata dalla pandemia. «È un anno che sono completamente fermi» ha detto il direttore di Confcommercio e «se non si riparte per la stagione estiva» il rischio è che molti «si fermeranno».

Polacco ha rimarcato che la categoria «non dimentica di essere in mezzo ad una pandemia e che ci sono state avuto più di 100mila vittime in un anno» per questo la «nostra manifestazione la inizieremo proprio con un minuto di silenzio per ricordarle. Però la difficoltà che stanno vivendo le persone colpisce anche l’economia e soprattutto questo settore».

A manifestare non sarà solamente il mondo della ristorazione, colpito pesantemente dalle chiusure imposte per limitare la circolazione del virus, ma anche tutto il mondo dei pubblici esercizi «che non possiamo dimenticare» ha sottolineato il direttore di Confcommercio. Una categoria, quella della Fipe, che non punta ai ristori, ma «chiede di lavorare» e di poter riaprire a pranzo e a cena.

Sollecitato sul protocollo regionale per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, Polacco ha spiegato «si sta aspettando l’apertura ai 60enni. Poi esaurita questa ci hanno detto dalla Regione che si potrà aprire la vaccinazione anche ai luoghi di lavoro. Siamo passati in seconda fila – aggiunge –  ma è giusto che prima vengano fatte le vaccinazioni in base all’età, perché comunque il problema delle aperture è legato soprattutto ai nostri ospedali che sono pieni».

Il direttore di Confcommercio ha evidenziato che «in rianimazione l’80% delle persone sono ultrasettantenni, era chiaro che forse qualche errore sull’organizzazione c’era. Una volta coperta quella fascia riteniamo che si possa aprire».