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Ancona

Ristorante di lusso nel faro del Cardeto, Artingegneria verso l’aggiudicazione

Domani pomeriggio (29 gennaio), presso la sede della Direzione Regionale Marche dell’Agenzia del Demanio, ci sarà una nuova seduta pubblica della commissione di gara. Il progetto però non convince il comitato Stamira e Rubini (Sel-Abc), secondo il quale «ci stanno portando via un simbolo della città»

Il Faro all'interno del Parco del Cardeto
Il faro all'interno del Parco del Cardeto

ANCONA – Il progetto di realizzare un ristorante di lusso nel vecchio faro del Cardeto, potrebbe trasformarsi in realtà. Domani pomeriggio (29 gennaio), presso la sede della Direzione Regionale Marche dell’Agenzia del Demanio, ci sarà una nuova seduta pubblica e la commissione di gara deciderà se la proposta economico-temporale presentata dalla società Artingegneria srl è stata ritenuta adeguata.

Il faro all’interno del Parco del Cardeto

La società di ingegneria architettura e servizi Artingegneria srl, di Borgomanero in provincia di Novara, è stata l’unica ad aver presentato una proposta per il faro del Cardeto nell’ambito della terza edizione del progetto “Valore paese-Fari”, destinato al recupero e il riuso di fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato, strutture di pregio storico e paesaggistico situate da nord a sud lungo le coste italiane. La commissione di gara ha già ritenuto idonee sia la documentazione amministrativa sia quella tecnica, ovvero il progetto, e ora manca solo l’ammissibilità dell’offerta economica. Se domani la commissione la riterrà adeguata, si procederà con l’aggiudicazione della concessione.

L’interno del Faro Antico

Il progetto di Artingegneria srl è far degustare piatti preparati in presa diretta da uno chef stellato. Sei tavoli interni nel periodo invernale, fino a venti tavoli nel periodo estivo quando verrebbe utilizzata anche la parte esterna del faro, mentre nella vecchia casa del custode verrebbe  realizzato un bar. Secondo il bando di gara, il vecchio faro del Cardeto può essere affittato dallo Stato alla società, da un minimo di 6 ad un massimo di 50 anni. Nell’offerta economico-temporale, aperta dalla commissione, la società ha proposto una durata della concessione di 30 anni. Il canone annuo che Artingegneria srl si impegna a corrispondere è 12mila euro all’anno per i primi dieci anni di concessione; 24mila euro all’anno dall’undicesimo al ventesimo anno; 36mila euro all’anno dal ventunesimo al trentesimo anno. Solo domani, durante la seduta pubblica, si saprà se per la commissione la proposta è valida.

Parco del Cardeto
Parco del Cardeto

L’idea di realizzare un ristorante di lusso nel vecchio faro non convince però il comitato Stamira, già promotore di una petizione contro l’apertura di un hotel nell’ex Caserma Stamura. «Rinnoviamo il nostro appello al Sindaco e lo estendiamo ai prossimi candidati sindaci – scrive in una nota il Comitato – affinché si impegnino ufficialmente a mantenere l’integrità del parco e a tutelare i diritti dei cittadini». Il Comitato chiede che «sia vietato l’accesso ai veicoli a motore e la realizzazione di nuovi parcheggi per le auto» e che «venga interamente tutelata la fruizione pedonale pubblica. Gli accessi di transito non devono subire modifiche e deve essere proibita la realizzazione di nuovi perimetri di recinzioni nelle aree circostanti gli edifici». Anche le illuminazioni devono essere «limitate, di bassa intensità e schermate verso l’alto, al fine di contrastare il più possibile l’inquinamento luminoso» e deve essere «tutelata la vegetazione spontanea».

Francesco Rubini, consigliere Sel – Ancona Bene Comune

Fortemente contrario all’apertura del ristorante Francesco Rubini, consigliere SEL – ABC: «Un bene storico-paesaggistico con più di 150 anni di storia sta per diventare l’ennesimo strumento consumistico ad uso e consumo del profitto privato. Un luogo pubblico, liberamente fruibile dalla cittadinanza e godibile in libertà dai turisti, diventerà uno spazio chiuso, accessibile solo a chi potrà permettersi una cena stellata. E pensare che sarebbero bastati una manutenzione costante e un pizzico di attenzione in più da parte dei nostri governanti. Insomma, un vero e proprio scacco alla nostra città, l’ennessimo di una classe dirigente che, senza progetti e visioni di lungo periodo, è pronta a regalare i nostri pezzi pregiati al primo offerente dopo averli abbandonati e fatti degradare. Per fermare l’ennesima speculazione è nostro auspicio che tornino a mobilitarsi associazioni, comitati, forze politiche e liberi cittadini».