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Ancona

Ancona, ripulita la spiaggia di Mezzavalle. I volontari: «Tra i rifiuti, anche due frigoriferi e la carcassa di una tartaruga»

L'associazione 2hands Ancona ha organizzato l'ultimo clean up del 2021: «L'industria e la filiera della pesca impattano molto sui rifiuti che troviamo nelle nostre spiagge»

I volontari a Portonovo

ANCONA – Anche a Natale ci si prende cura dell’ambiente. Proprio nei giorni in cui i bidoni della spazzatura sono colmi di scatoloni di carta e plastica, a ripulire il litorale di Portonovo ci hanno pensato i volontari dell’associazione anconetana 2hands, in collaborazione con la Casa dei giovani Piero Alfieri.

Ieri, lunedì 27 dicembre, l’ultimo clean up dell’anno 2021, che – tra l’altro – ne ha contati moltissimi, in svariati punti della città. Clean up, quello di lunedì, a Mezzavalle, che, nonostante le condizioni meteo non fossero ottimali, ha coinvolto una 40ina di persone.

Iniziata alle 10, l’azione di pulizia (così si traduce il termine inglese clean up) ha soddisfatto il presidente dell’associazione dorica, Tommaso Mattia Pretto: «Abbiamo raccolto tanti rifiuti, tra cui 15 boe e molto polistirolo, il materiale – cioè – di cui sono fatte le cassette del pesce».

In totale, 415 i chili di rifiuti smaltiti, di cui 62.25 di plastica, 19.34 di polistirolo e 208.75 d’indifferenziata. In tutto ciò, si contano 3 reti da pesca e 15 boe «giganti, di quelle che si usano per l’allevamento di cozze e mitili (per un totale di 106 chili)».

Ecco come si presentava la spiaggia di Mezzavalle, una settimana fa. Tra i rifiuti, anche la carcassa di una tartaruga (segnalata alla Capitaneria) e due frigoriferi

Nei sacchi di spazzatura riempiti da 2hands Ancona, anche «più di 250 calze per l’allevamento dei moscioli» e 124 chili, tra vetri e metalli. Come se non bastasse, sulla baia sono stati ritrovati due frigoriferi e la carcassa di una tartaruga spiaggiata.

«Dispiace constatare come l’industria della pesca – evidenzia Pretto – influisca molto sui rifiuti che troviamo in spiaggia. Basti pensare al polistirolo e alle reti da pesca ritrovate».

La carcassa della tartaruga – che si troverebbe sul litorale da una decina di giorni e sarebbe stata notata, in precedenza, anche da diversi cittadini – è stata segnalata alla Capitaneria di porto. Chissà che il lento animale non sia morto proprio per aver ingerito simili rifiuti. Ma al momento non sono da escludere neppure le cause naturali. È verosimile pure il possibile urto con un’imbarcazione.