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Ancona

Marche, sulla riforma sanitaria, Saltamartini: «Risposte ai cittadini nel proprio territorio»

In aula si votano gli emendamenti alla pdl che riorganizza gli enti sanitari (170). L'assessore alla Sanità è entrato nel merito delle liste di attesa e della sostituzione dei dirigenti sanitari

ANCONA – «Questa riforma è particolarmente importante perché va a riorganizzare il sistema regionale». Lo ha evidenziato l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, a margine del consiglio regionale dove si sono aperti i lavori per la votazione della proposta di legge 128 che ridefinisce l‘assetto organizzativo degli enti sanitari. Una discussione lunga vista anche la mole ingente di emendamenti presentati, 170.

Nel dettaglio la riforma elimina Asur e Marche Nord, istituendo cinque Ast, aziende sanitarie territoriali, una per provincia (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino con quest’ultima che ingloberà anche Marche Nord). Gli altri enti che fanno parte del quadro sono l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Torrette e Salesi) e l’Inrca di Ancona.

Saltamartini parlando con i giornalisti ha spiegato che il nuovo assetto consentirà di «dare le risposte a ciascun cittadino nel proprio territorio» ed ha puntualizzato che «attualmente c’è una lunghissima lista di attesa derivante dal fatto che la produzione dei servizi sanitari avviene in modo difforme e questo, naturalmente, non può determinare un livello omogeneo di prestazioni in tutta la nostra regione».

Entrando nel merito delle scadenze degli attuali dirigenti sanitari, previste a fine novembre, mentre il nuovo assetto organizzativo scatterà da inizio 2023, l’assessore alla Sanità, ha chiarito la sostituzione dei dirigenti «avviene attraverso una procedura ad evidenza pubblica: questi dirigenti si traggono da un elenco nazionale, forse questo è l’ultimo problema che dobbiamo affrontare in questo momento».

«La riforma – ha aggiunto – prevede che mentre attualmente le aree vaste ed i dirigenti non hanno autonomia finanziaria e organizzativa, con la riforma avranno una autonomia, nel senso che avranno a disposizione la gestione diretta delle risorse finanziarie, del personale e delle risorse strumentali e queste risorse dovranno essere poste alla soddisfazione della domanda di ciascuna area vasta».

Facendo un esempio pratico, l’assessore ha detto: «Se in una area vasta ‘x’ sono domandate 100 colonscopie al mese, l’azienda sanitaria territoriale deve organizzare la sua struttura per garantire che i cittadini possano effettuare 100 colonscopie al mese in prossimità della propria abitazione».