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Ancona

Riforma degli enti, via l’Asur unica. Acquaroli: «Nasceranno cinque Aziende Sanitarie Territoriali»

Il governatore fa sapere che in Giunta è stata approvata la proposta di riforma di organizzazione del servizio sanitario che dopo 19 supera l'Asur unica

Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche

ANCONA – «In Giunta abbiamo appena approvato la proposta di riforma dell’organizzazione del servizio sanitario regionale. Dopo 19 anni si supera il modello dell’Asur unica e nasceranno cinque Aziende Sanitarie Territoriali». Ne da notizia il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

«Un modello che vuole ricostruire un rapporto più stretto tra ospedali e realtà territoriali volto a potenziare l’offerta e ad ottimizzare l’organizzazione dei servizi erogati – spiega il governatore -. Ora la proposta di riforma passerà al vaglio della Commissione Sanità e del Consiglio Regionale. È il primo atto di una serie di riforme strutturali che nei prossimi mesi rivoluzioneranno il nostro modello sanitario regionale».

Acquaroli fa sapere anche che «nella Giunta di oggi è anche stato approvato il Protocollo per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata».

Carlo Ciccioli

Il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli parla di «una sanità a misura di territorio, a filiera corta nelle decisioni non più centralizzate e che salvaguarda le peculiarità di ciascuna provincia delle Marche. L’approvazione odierna in Giunta della riforma degli enti della sanità marchigiana – spiega – fortemente voluta da tutta la maggioranza di centrodestra, a partire dal presidente Francesco Acquaroli, ridisegnerà finalmente le strutture e le modalità giuridico-amministrative per una sanità più efficiente».

Secondo Ciccioli «la velocità nelle decisioni garantirà una risposta efficace e meno burocratica, con maggiore sinergia tra ospedali e strutture, distretti e medici sui territori. Un maggiore equilibrio nelle distribuzioni delle risorse e una forte spinta all’innovazione della classe dirigente che sarà chiamata, con criterio meritocratico, a gestire questa nuova fase».