Riaprono le scuole, si riaccende la questione vaccini. Maglia nera per coperture al maceratese

Dopo la Legge Lorenzin varata nel 2017, per rientrare a scuola alunni e studenti da 0 a 16 anni anni devono essere in regola con le 10 vaccinazioni obbligatorie. Volpini, presidente della IV Commissione Sanità: «Insistiamo sulla diffusione della cultura della vaccinazione»

ANCONA – La riapertura delle scuole ormai imminente riaccende la questione vaccini. Dopo la Legge Lorenzin varata nel 2017, per rientrare a scuola alunni e studenti da 0 a 16 anni anni devono essere in regola con le 10 vaccinazioni obbligatorie previste dalla normativa: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella (per i nati dal 2017).

I bambini che hanno meno di 6 anni e non sono stati sottoposti alla profilassi obbligatoria, non possono essere ammessi nei nidi e nelle scuole de’infanzia, mentre nei confronti dei genitori scattano sanzioni comprese tra 100 e 500 euro, anche se nelle Marche non sono ancora state applicate.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute le Marche sono tra le 4 regioni, insieme a Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Veneto, con una copertura sottosoglia, ovvero inferiore al 95% per le vaccinazioni contro la polio (utilizzata come indicatore per l’esavalente Polio-Difterite,-Tetano-Pertosse-Epatite B-Haemophilus Influenzae tipo B).

Dal 2013 infatti, secondo quanto riportato da Vaccinarsi nelle Marche nella regione si era registrato un calo progressivo delle vaccinazioni che aveva fatto scendere le coperture vaccinali sotto l’obiettivo nazionale del 95%, valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare la circolazione di questi virus e batteri tra le persone e ottenere, oltre alla protezione dei singoli soggetti vaccinati, anche la cosiddetta immunità di gregge (di gruppo).

I vaccini infantili sono fondamentali per proteggere i nostri bambini
I vaccini infantili sono fondamentali per proteggere i nostri bambini

Nel 2016 invece l’inversione di tendenza che ha portato al recupero, rispetto al 2015, di un + 2% di copertura per esavalente, + 12% per Morbillo-Parotite-Rosolia in 3 anni(2015-2018).

«Insistiamo sulla diffusione della cultura della vaccinazione – commenta il presidente della IV Commissione Sanità regionale Fabrizio Volpini – così da utilizzare l’arma della persuasione».

«L’obbligo vaccinale ha avuto i suoi frutti – commenta Arcangela Guerrieri, pediatra e componente del gruppo tecnico vaccinale regionale – soprattutto per quanto riguarda il recupero dei genitori esitanti».

LE COPERTURE VACCINALI NELLE PROVINCE
La maglia nera per le coperture vaccinali (dati al 31 dicembre 2018 diffusi dall’Ars Marche) ce l’ha la provincia di Macerata, dove la vaccinazione per Morbillo-Parotite-Rosolia sfiora l’88% (Morbillo 88,1%, Parotite 88% e Rosolia 87,9%), mentre quella per l’esavalente Polio-Difterite,-Tetano-Pertosse-Epatite B-Haemophilus Influenzae tipo B è del 90,9%.

La tallona la provincia di Fermo che registra un 90,4% per Morbillo-Parotite-Rosolia e circa un 91% per Polio-Difterite,-Tetano-Pertosse-Epatite B-Haemophilus Influenzae tipo B.

Nella provincia di Pesaro-Urbino la situazione è un po’ più rosea: Morbillo-Parotite-Rosolia segnano un 91,7%, mentre l’esavalente è al 93,7% di copertura.

Meglio di tutti le province di Ascoli Piceno e Ancona. Nell’ascolano, la più virtuosa con gli obblighi vaccinali, il trivalente è al 94,1%, mentre l’esavalente supera addirittura la soglia con il 95,8% di copertura. Nell’anconetano invece Morbillo-Parotite-Rosolia registra un 91,7% e Polio-Difterite,-Tetano-Pertosse-Epatite B-Haemophilus Influenzae tipo B 93,7%.

L’ANAGRAFE NAZIONALE VACCINALE
Dall’aprile di quest’anno, grazie all’istituzione dell’Anagrafe nazionale vaccinale, le famiglie non hanno più l’onere di presentare il certificato di avvenuta vaccinazione, dal momento che la comunicazione avviene in maniera telematica tra Asur e istituti scolastici. Le Marche già dall’anno scorso avevano adottato, tra le prime in Italia, una procedura semplificata: gli istituti scolastici inviano gli elenchi degli iscritti alle Asur che rispondono segnalando gli alunni non in regola con le vaccinazioni obbligatorie.