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Ancona

Riapertura scuole, il Comitato scrive alla Regione: «Settembre è vicino, troppa incertezza»

Genitori e docenti sollecitano in una lettera il presidente regionale Ceriscioli e l'assessore Bravi al confronto in vista della ripresa delle lezioni. Obiettivo garantire la formazione per gli studenti in classe e a tempo pieno

La delegazione del Comitato Priorità alla Scuola mentre si reca in Regione per consegnare la lettera con le proprie richieste

ANCONA – Garantire la ripresa delle attività didattiche a settembre in presenza e in sicurezza sul territorio regionale, con la presenza di un presidio medico in tutte le scuole. Sono solo alcune delle richieste avanzate alla Regione da parte del Comitato Priorità alla Scuola, il gruppo di genitori e docenti costituitosi alla fine di maggio sulla spinta delle criticità riscontrate da tante famiglie nella didattica a distanza durante la pandemia di coronavirus. Una delegazione di Ancona e Civitanova Marche questa mattina ha consegnato una lettera indirizzata al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e all’assessora Loretta Bravi nella quale hanno messo nero su bianco le proprie perplessità e richieste, in vista della riapertura delle scuole. La stessa iniziativa si è tenuta in contemporanea anche in altre regioni italiane dove i comitati hanno avanzato le stesse richieste ai loro governatori: oltre alle Marche, anche Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Umbria, Veneto, Puglia  e Sicilia.

Tante le questioni sul tavolo, in primis la necessità di garantire un rientro in classe senza riduzioni di orario, senza turni e senza didattica a distanza: secondo il Comitato gli studenti hanno diritto al gioco, alla relazione e al confronto con i coetanei, ma anche a maturare la propria competenza sociale e civica all’interno della scuola. Inoltre chiedono alla Regione di varare proprie linee guida come fatto anche per la ripresa delle attività produttive, piuttosto che accettare quelle del Governo «alle quali hanno apportato solo minime modifiche» rimarca Olivia Accorroni, che insieme a Silvia Mariotti e Valentina Rubini hanno fondato il Comitato nelle Marche.

Tra le perplessità e richieste di chiarimento avanzate c’è anche quella di motivare il perché la Regione abbia accettato un finanziamento straordinario di 1 miliardo di euro, «di gran lunga inferiore rispetto a quanto le Regioni stesse e le componenti scolastiche avevano
indicato come necessario per la riapertura a settembre di tutte le scuole di ogni ordine e grado», spiega la Accorroni. Inoltre, «la Regione ad oggi non ha ancora prodotto le linee guida per la fascia d’età 0-6 anni,
lasciando nella totale incertezza migliaia di genitori, che invece hanno il diritto di sapere sin’ora come organizzare la loro vita e quella dei loro figli più piccoli a settembre».

Una situazione che rischia di penalizzare ancora una volta le donne, strette fra l’incudine e il martello di dover operare una scelta tra lavoro e figli, proprio in un periodo storico dove la crisi economica scatenata dal covid non permette certo di poter rinunciare ad uno stipendio.Insomma, settembre si avvicina e la scuola deve essere pronta a garantire il diritto alla formazione ai suoi studenti, mentre le Aree Vaste devono essere pronte a gestire eventuali contagi, per questo fra le sollecitazioni poste alla Regione c’è anche quella di mettere a disposizione di medici e pediatri i test sierologici e i tamponi.

Poi la richiesta di nuove assunzioni e le preoccupazioni legate alla chiusura dei plessi scolastici con le elezioni regionali che andrebbero a cadere fra il 20 e il 21 settembre, proprio una settimana dopo la riapertura dopo i mesi di serrata imposti dalla pandemia.

Per quanto riguarda la didattica a distanza, più croce che delizia per tantissime famiglie, il Comitato sollecita la Regione a dotare tutte le famiglie sprovviste degli strumenti giusti per seguire le lezioni, quindi tablet o smartphone, e per chi in casa non ha la connessione Internet a prevedere voucher per garantire la fruizione delle lezioni così da evitare che ci siano discriminazioni. I comitati chiedono infine alla Regione di essere convocati per un incontro.