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Ancona

Reinfezioni da Omicron, Giacometti: «Più frequente nelle donne e nei grandi anziani con comorbidità»

Il primario della Clinica di Malattie Infettive dell'ospedale regionale di Torrette affronta il tema delle nuove infezioni da Covid e la situazione nel reparto

ANCONA – «L’infezione da Covid è statisticamente più frequente nelle donne perché essendo spesso caregiver, e quindi impegnate con chi ha bisogno di cure, sono più esposte al contagio, ma è anche vero che in reparto, tra i pazienti ricoverati per Covid, un 50% sono anziani, uomini, con comorbidità». Lo afferma il primario della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale regionale di Torrette, Andrea Giacometti, nel commentare l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità dal quale emerge che le reinfezioni da Covid sono più frequenti nei giovani, soprattutto nella fascia d’età compresa fra 19 e 49 anni, dovuti alla variante Omicron e che il rischio è più alto nelle donne, rispetto agli uomini.

«In ospedale i dati sono un po’ diversi rispetto alla popolazione generale – osserva – : è vero che abbiamo dei casi di reinfezione, ma si tratta soprattutto di grandi anziani con comorbidità varie, questo perché probabilmente i giovani non hanno bisogno di ricoverarsi».

Qualche dato del report Iss

Dal report dell’Iss, Istituto Superiore di Sanità, il rischio di reinfezione con Omicron è più alto, oltre che nella fascia 19-49 anni, lo è anche in chi ha avuto una prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni, rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi di Covid fra i 90 e i 210 giorni precedenti; le persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni. Le reinfezioni sono inoltre più frequenti negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

Andrea Giacometti, primario Clinica Malattie Infettive Torrette

«Un articolo pubblicato dal servizio sanitario britannico – spiega Giacometti – ha dimostrato che chi si è infettato con la variante Delta adesso ha un rischio di reinfettarsi con Omicron BA.1 e BA.2, 10 volte superiore rispetto a quello che era il rischio ai tempi della variante Delta in chi aveva avuto la variante Alfa, questo perché Omicron è molto più infettante rispetto alle altre varianti. Non è la prima volta che notiamo casi di reinfezioni da Coronavirus, avvenute anche più di due volte, in maniera più o meno grave: tutti ormai conosciamo persone che si sono infettate due volte. È normale attendersi di riprendere l’infezione».

Secondo l’infettivologo dal momento che la variante Omicron è molto trasmissibile, l’infezione è molto diffusa tra i giovani: «Basta guardare all’ingresso delle scuole, dove i giovani stanno gli uni vicino agli altri senza indossare la mascherina, già ben prima del 31 marzo (termine dello stato di emergenza)». Il professor Giacometti fa notare che quando i giovani «infettano un anziano che ha ricevuto tre dosi di vaccino, ma è fragile, lo vediamo poi arrivare in ospedale». E infatti nel reparto «abbiamo tra i ricoverati soprattutto i grandi anziani, difficile che un giovane con Omicron finisca in ospedale, specie se vaccinato».

La Clinica di Malattie Infettive intanto è ancora 100% Covid e i posti letto che si liberano vengono rioccupati subito non solo per i ricoveri interni alla struttura, ma anche provenienti da altre zone della regione. «Siamo in un equilibrio più o meno stabile in cui ogni giorno liberiamo alcuni posti che però vengono subito richiesti dal Pronto Soccorso perché essendo un virus molto contagioso, su 100 persone che arrivano al pronto soccorso di cui 15 sono positive, almeno 3-4 vengono ricoverate in Malattie Infettive, anche se non hanno la malattia da Covid ma arrivano per altre cause. Penso che per le prossime settimane e mesi la nostra Palazzina resterà sotto scacco perché i nostri pazienti devono essere ospitati in Malattie Infettive per evitare focolai in altri reparti».